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La mappa digitale del tesoro vale 270 miliardi

L’ultima arrivata è quella della Corea del Nord, finora buco nero  della cartografia informatizzata. Le mappe digitali sono un business in crescita esponenziale. Dice Google che l’industria del settore a livello globale vale fino a 270 miliardi di dollari l’anno e paga stipendi complessivamente per novanta miliardi di dollari. Solo negli Stati Uniti in questo settore sono impiegate oltre 500.000 persone e il mercato vale settantatré miliardi di dollari.

L’infografica proposta da Google mostra alcuni esempi del valore apportato dalle mappe in ambiti molto diversi tra loro, dall’impiego per l’ottimizzazione dei sistemi d’irrigazione nel settore agricolo all’utilizzo in caso di emergenze per salvare vite umane.

Il capo della sezione Geo di Google, Brian McClendon, fa qualche esempio:

“1.1 miliardi di ore di viaggio risparmiate ogni anno sono parecchio tempo, giusto?  Pensiamo a UPS, che utilizzando la tecnologia delle mappe per ottimizzare i tragitti dei propri mezzi ha risparmiato nel 2011 oltre 2.4 milioni di litri di carburante. Ogni 8 secondi una persona chiama un taxi attraverso Hailo, un servizio che utilizza mappe e sistemi GPS e ha prodotto oltre 1 milione di viaggi solo nello scorso anno a Londra. E infine Zipcar, che utilizza le mappe per mettere in contatto oltre 760.000 clienti con una crescente flotta di autovetture sparse in diverse località nel mondo”.

“Per questo  – aggiunge McClendon – è importante comprendere la necessità di investire in servizi di natura geografica in modo che questo settore possa continuare a crescere e contribuire attivamente allo sviluppo dell’economia globale. Gli investimenti possono arrivare da settori pubblici e privati in varie forme: innovazione di prodotto, politiche a sostegno degli open data, più programmi per l’insegnamento della geografia nelle scuole e molto altro”.

Brian McClendon si dice orgoglioso “del contributo che Google Maps e Earth le API di Google Maps e le nostre soluzioni Enterprise hanno prodotto nel mercato dei servizi geografici per rendere le mappe ampiamente disponibili ma c’è ancora molto da fare”.

Il rapporto dettagliato in pdf è su questo link.

Fonte: Google


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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