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Open Data anche nella metropolitana parigina

Potenza degli open data, che le pubbliche amministrazioni italiane ancora snobbano per paura di svelarsi e svelar magagne. Altrove tira tutt’altra aria e anche le aziende giocano alla trasparenza. La metropolitana parigina, ad esempio, ha liberato dati e informazioni di ogni genere, dalla qualità dell’aria, al traffico, al numero di passeggeri, ai commercianti convenzionati, alla geolocalizzazione delle stazioni. L’open data di RATP è una manna per ricercatori, statistici, giornalisti e sviluppatori di siti e applicazioni digitali.

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Bighellonando sul sito della RATP parigina si scopre così che la Gare Saint-Lazare e la Gare du Nord sono le stazioni più frequentate, perché interconnesse con i treni regionali RER, e che Eglise d’Auteil è invece la meno praticata.

I rilevatori della qualità dell’aria sfornano 200mila informazioni l’anno dalle stazioni Châtelet, Franklin Roosevelt e Auber (rete SQUALES, Surveillance de la Qualité de l’Air de l’Environnement Souterrain).

L’open data RATP alimenta la fantasia degli sviluppatori di siti. CheckMy!Metro è un social network per chi frequenta la metropolitana parigina, a metà strada tra gioco e utilità. Le applicazioni per gli smartphone permettono di cercare o esprimere preferenze e critiche sui musicisti che lavorano sottoterra, far sapere dove sono i controllori, entrare in contatto con altri pendolari, eccetera.

Più business oriented è invece il sito Data Publica, che esplora i dati liberati dalla pubblica amministrazione e li fornisce à la carte ai potenziali clienti.

In Francia se ne stanno accorgendo, così come negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Gli open data  – ricorda Luca Martinelli – sono un patrimonio che potrebbe procurare vari punti di PIL, se sfruttato correttamente.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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