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Una parola al giorno: password

Una parola al giorno toglie il digital divide di torno. La parola di oggi è password. Cosa ci sarà mai da imparare, su un termine ormai familiare a tutti, direte. Nulla e tutto. La banalità della password è come la banalità del male. Induce in tentazione e favorisce comportamenti criminali. Se ne rubano a milioni e i delinquenti le usano per violare segreti piccoli e grandi. D’altronde le password più comuni sono: 123456, 12345678, abc123, qwerty (!). Il buon vecchio Carlo Marx diceva che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Lui in Rete non ci andava. Non avrebbe mai potuto immaginare che in realtà la strada per l’inferno è lastricata di password!

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Non sono mai abbastanza, ce ne chiedono sempre di nuove, per la banca, la LAN aziendale, il newsgroup, eBay, PayPal, il blog, il sito istituzionale. Guai a mettere sempre la stessa, altrimenti prima o poi ci becca un cracker (cioè il delinquente informatico. Si chiama così, non hacker!) e ci prosciuga carta di credito e conto corrente, compra gioielli in Sudafrica a nostro nome insomma ci inguaia.

Che fare? Cambiarla per ogni sito? E poi, come si fa a ricordarle tutte? Andiamo per ordine. Diffidate dei termini generici o che abbiano molti significati. Evitate il nome della mamma, del marito, dei figli. Se qualcuno vuole accedere ai vostri segreti e ha fatto indagini su di voi, digiterà innanzitutto i nomi dei familiari (lo avrete visto anche in qualche film). È sempre meglio digitare una stringa alfanumerica (più banalmente una parola e qualche numero). Quasi inattaccabili i termini dialettali mescolati a numeri e simboli. Meglio ancora usare termini sgrammaticati.

Nel definire una password la tentazione più forte è utilizzare un nome facile e breve; invece è indispensabile attuare un compromesso tra l’importanza dei dati protetti e una password che può richiedere qualche sforzo in più nella ricerca della sua codificazione, che possa essere anche meno semplice da ricordare. E, comunque, scegliere una password di almeno otto caratteri; non utilizzare parole di senso compiuto usate comunemente, perché sono in giro software che, basandosi su dizionari internazionali, verificano tutte le parole caricate fino a individuare quella corretta; non usare la stessa password per più servizi on line; non trascrivere la password su un foglio di carta; modificarla di tanto in tanto.

Come ricordare tutte queste password? Comprate una piccola cassaforte digitale per conservarle. Programmi e applicazioni di questo tipo si chiamano Wallet. Tutti i dati contenuti sono crittografati. Basta ricordare solo una password, quella iniziale, e il gioco è fatto. Se usate smartphone e tablet, i dati possono essere sincronizzati con quelli del PC e dunque vi portate sempre dietro le vostre password. Anche se vi rubano il dispositivo, i dati sono inaccessibili e ne avrete sempre una copia sul computer a casa o in ufficio.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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