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Una parola al giorno: sitografia linkografia

Una parola al giorno toglie il digital divide di torno. Le parole di oggi sono due: sitografia e linkografia, cioè – come scrive l’Accademia della Crusca – il repertorio sistematico di siti Internet, che contengono informazioni  con riferimento a un particolare argomento, che solitamente affianca le tradizionali bibliografie relative esclusivamente a fonti cartacee. Non sono parole particolarmente belle, ma sono al passo con i tempi, perché oggi è impensabile una bibliografia che prescinda dal mare magno di fonti sul web.  Lo Zingarelli 2013 data al 1997 il termine sitografia (ma non registra linkografia), mentre il Devoto Oli 2013 contiene entrambi, e data al 2004 la parola linkografia e al 2002 sitografia.

sitografia-linkografia

Raffaella Setti, dell’Accademia della Crusca, ricorda che “sitografia ha il pregio della trasparenza, visto che si forma attraverso l’aggiunta del suffisso –grafia (altamente produttivo in italiano e simile al corrispondente di altre lingue in particolare all’inglese –graphy), alla base sito, parola italiana ma fortemente assonante con l’inglese site; è inoltre immediato il parallelismo con bibliografia, parola simile per formazione e che rimanda allo stesso oggetto, con la differenza che sitografia indica un repertorio di siti invece che di libri”.

In realtà, ricorda sempre Raffaella Setti, in rete è tutto un fiorire di parole che hanno più o meno lo stesso significato: webografia, webliografia, webbibliografia (anche nella variante webibliografia), , netografia e le voci dotte, formate su basi classiche, istografia (sul greco istos ‘tela, ragnatela’) e dittografia (sul greco diktuon ‘rete da pesca’).

Meglio lasciar perdere istografia e dittografia, che “hanno il limite di poter essere confusi, nella lingua comune, con altri termini, uno della medicina per la vicinanza al termine biologico istologia, l’altro della filologia in cui la dittografia indica ‘l’erronea ripetizione di una lettera o di una parola nella trascrizione di un testo”.

E comunque l’esperta Raffaella Setti preferisce linkografia a sitografia: “Rispetto a sitografia che rimanda ad una raccolta di siti, quindi a “luoghi” talvolta anche molto estesi all’interno dei quali cercare informazioni, linkografia ha forse il vantaggio di essere un termine più generico, nel senso che non vincola a segnalare l’indirizzo d’entrata al sito, ma punta direttamente alla pagina in cui è contenuta l’informazione che interessa”.

Occhio a non far confusione con sitologia (che attiene alla scienza dell’alimentazione) e sitomania (bisogno insaziabile di mangiare). Se siete sitomani, dunque, andate dal dietologo e non dallo psicanalista che si occupa di sovraccarico cognitivo!


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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