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Gli Open Data al tempo del colera

Uno dei primi esempi di Open Data della storia? Quello del medico londinese John Snow, che nel 1854 permise di sfatare la radicata convinzione che il colera si diffondesse a causa dei miasmi nell’aria. Il dottor Snow fece ciò che alcuni giornalisti fanno oggi: incrociò i dati a disposizione.

La mappa di John Snow (1854): ogni punto nero corrisponde a un caso di colera.

Creò una mappa dei casi mortali di colera e scoprì che l’epicentro era una fontana pubblica in Broad street (oggi Broadwick street). Da quella fontana avevano attinto acqua molte delle persone che poi si sarebbero ammalate. John Snow approfondì le indagini, ascoltò i testimoni, e scoprì che la fonte era stata inquinata dai liquami di un pozzo nero lì vicino, dove era stato gettato il pannolino di un bimbo che aveva contratto il colera.

La mappa di John Snow rielaborata al computer da Robin Wilson (2013)

La vecchia mappa del medico londinese è stata ripresa e rielaborata al computer da un ricercatore dell’Università di Southampton, Robin Wilson, che l’ha proposta come case study di uso corretto delle informazioni pubbliche e del loro riuso grazie alle tecnologie a disposizione.

Open Data, appunto.  Elementary, my dear Watson, avrebbe detto un altro brillante cultore ante litteram degli Open Data.

Fonte: The Guardian


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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