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Alle 17 la terza rivoluzione industriale

Terza rivoluzione industriale prossima ventura in diretta streaming oggi alle 17.00. Da Reggio Emilia Jeremy Rifkin farà la sua lezione magistrale sul tema “Leading the way to a Third Industrial Revolution”. L’economista americano interverrà alla manifestazione “eCONomie, la riscoperta dei modelli collaborativi”. Già esauriti i posti disponibili per assistere all’evento e dunque non ci resta che seguirlo in video streaming su Triwu. Il link è questo.

Teorico della “terza rivoluzione industriale”, fondatore e presidente della Foundation on economic trends (Foet) e professore associato alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania, Rifkin è autore di numerosi best seller, attraverso i quali ha contribuito a disegnare modelli di società fondati su basi diverse da quelle che hanno guidato lo sviluppo fin dagli albori della rivoluzione industriale.

Nel suo lavoro più recente, “La Terza Rivoluzione Industriale. Come il potere laterale sta trasformando l’energia, l’economia e il mondo”, Rifkin ha dichiarato la fine dell’era del carbonio e ha introdotto appunto il concetto di terza rivoluzione industriale, nella quale ogni cittadino da casa, dall’ufficio o da qualsiasi altro luogo potrà produrre energia da utilizzare in proprio o da condividere.

Seguendo l’esempio di Internet, Rifkin vede il futuro del regime energetico in forma distribuita e collaborativa al contrario dell’attuale modello centralizzato e gerarchico. E con esso anche il nuovo assetto di potere che sarà sempre più laterale, organizzato in punti diffusi della società e attivo attraverso network.

Cinque sono i pilastri di questo cambiamento di paradigma che si attuerà al loro convergere: 1) il passaggio a fonti di energia rinnovabile; 2) la trasformazione del patrimonio edilizio di ogni paese in micro-centrali energetiche per la raccolta di energia rinnovabile sul posto; 3) l’impiego dell’idrogeno e altre tecnologie di stoccaggio in ogni edificio e infrastrutture per immagazzinare risorse energetiche a intermittenza; 4) l’utilizzo della tecnologia di Internet per trasformare la rete energetica di ogni Stato in una rete internet energetica che agisca come Internet (quando milioni di edifici produrranno una piccola quantità di energia locale, sul posto, potranno rivendere il surplus di energia alla rete e condividere l’elettricità con i loro vicini di continente); 5) la transizione della flotta dei trasporti verso l’adozione di veicoli elettrici a plug-in e a pila a combustibile che possano acquistare e vendere energia basandosi su una rete intelligente, interattiva e continentale.

Fonte: 24Emilia.com


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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