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Nasce la social bike, elettrica e intelligente

Il sistema è pronto, testato e rodato. Adesso i produttori di biciclette elettriche di tutto il mondo – un mercato da sette miliardi di dollari, che cresce del 15 per cento ogni anno – potranno implementarlo per costruire bici social e smart. Ci vorrà meno di un anno, per vedere sulle strade le due ruote equipaggiate con eSocialBike, un mix di hardware e software destinato a rivoluzionare il settore.

Non è per caso che alla presentazione del sistema sia venuto a Bari il guru mondiale della bicicletta elettrica, Edward Benjamin, presidente della Light Electric Vehicle Association.  Già, perché eSocialBike nasce nella stessa azienda pugliese – la Sitael – in cui sono stati progettati i microchip che fanno funzionare i sensori atmosferici del laboratorio spaziale mobile Mars Rover Curiosity, in attività dal 6 agosto dell’anno scorso sul Pianeta Rosso.

eSocial Bike è soprattutto un sistema diagnostico web based che permette a produttori, venditori (Business to Business) e utenti  (Business to Consumer) di monitorare all’istante il funzionamento del motore elettrico e della batteria, con un check up remoto integrato con il servizio di assistenza.

L’applicazione per smartphone che fa parte del pacchetto dialoga via Bluetooth con il sistema, invia i dati al cloud e quindi alla rete di controllo. eSocial Bike tiene d’occhio un centinaio di parametri di funzionamento, la cui analisi sarà utilizzata per ottimizzare il prodotto. Il biker, insomma, non resta mai in panne. Inoltre la app permette di attivare e disattivare la batteria, così se qualcuno vuole rubare la bici deve pedalare senza l’ausilio del motore elettrico.

L’utente può anche richiedere aiuto in caso di problemi, registrare i suoi viaggi e visualizzarli sulla mappa geolocalizzata. L’applicazione interagisce anche con i social network: il biker, se vuole, può condividere con gli altri utenti la sua posizione, oppure quanto CO2 in meno viene immesso nell’atmosfera grazie alle sue pedalate assistite dal motore elettrico della bici. Ogni eBiker diventa così testimonial della mobilità sostenibile.

Ed è proprio in questo ambito che il progetto ha visto la luce. Il promotore – Matteo Pertosa, 28 anni – ha ottenuto un finanziamento di un milione di euro dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. eSocialBike si è piazzato al primo posto – categoria Smart Mobility – nella competizione Smart Cities and Communities and Social Innovation dedicata ai giovani innovatori.

eSocialBike

Alla famiglia di Matteo mancavano soltanto le biciclette. Il padre, Vito Pertosa, è presidente dell’azienda leader nel mercato della diagnostica ferroviaria. I treni computerizzati del gruppo MerMec scandagliano le rotaie di mezzo mondo alla ricerca di guasti e malfunzionamenti, Metropolitana di Londra compresa. Pertosa senior fa anche il venture capitalist. Con il fondo Angelo Investiments ha fatto decollare dalla Puglia l’aereo leggero in fibra di carbonio Blackshape e poi ha puntato alla microelettronica spaziale con Sitael.

Il figlio Matteo ha invece cominciato con le bici elettriche intelligenti ed ecosostenibili, che saranno prodotte da eFlow, Green Spark, A2B e Wayel. Dovremmo vederle su strada a marzo 2014, equipaggiate con il sistema eSocialBike.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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