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Se compri libri paghi meno tasse

Se compri libri paghi meno tasse. Proposta pragmatica del Gotha della cultura italiana al presidente della Repubblica, al capo del Governo e ai ministri per i beni culturali e dell’istruzione:

serve “un’iniziativa per favorire l’accostamento dei cittadini al libro: quale potrebbe essere una deducibilità dalla denuncia dei redditi di una parte di quanto è stato speso nell’anno per acquisti librari (ad es., si potrebbe prevedere una deducibilità del 50% della spesa documentata per acquisto di libri, entro un minimo di spesa di € 1000,00 e un massimo di € 2000,00; con eventuale incremento del minimo deducibile per i docenti, riconoscendo loro il diritto di “aggiornamento professionale”.

 

La Biblioteca Comunale di Kansas City (clicca per ingrandire)

La Biblioteca Comunale di Kansas City

La lettera è stata firmata da presidenti e rappresentanti di una quarantina di istituzioni culturali e scientifiche italiane, dall’Accademia della Crusca a quella dei Lincei, a Casa Boccaccio, Casa di Dante, Casa Manzoni, Accademia delle Scienze, Fondazione Gramsci, Società Dante Alighieri e tante altre. All’appello sembra proprio non mancare nessuno.

Scrivono gli accademici: “Il libro… è l’alimento della mente, lo strumento primario per la trasmissione della conoscenza e dei dati della nostra identità culturale, uno stimolo essenziale alla riflessione; in quanto tale, è il fondamento di una democrazia consapevole. La situazione del libro – e, con essa, della “salute mentale” dei cittadini – non può lasciare indifferente lo Stato, come non lo ha lasciato indifferente il problema della salute fisica dei cittadini medesimi, con le iniziative che negli anni si sono venute stratificando per favorirne la tutela”.

L’appello parte dall’enunciazione dei dati choc del mercato editoriale italiano: “… è precipitato del 15% in due anni, dal 2011 al 2013, e in questo primo quadrimestre si registra un altro meno 4,4%. Una catastrofe libraria certo non compensata dai dati di chiusura del Salone di Torino, con ingressi record e incremento di visitatori e di vendite negli stand. Dati spiegati, anzi, con la lunga precedente assenza dei lettori delle librerie”.

La proposta è seria e allettante: “Ci permettiamo anche di osservare che l’eventuale auspicato successo di tale iniziativa, cui corrisponderebbe una contrazione delle entrate fiscali, troverebbe compensazione da un lato nella certificazione degli acquisti, dall’altro nei suoi riflessi sulla produzione editoriale, con incrementi che avrebbero corrispondenze nel PIL e nel gettito fiscale. Con importante ritorno, comunque, sul piano della promozione culturale”.

Sarà presa in considerazione?

Ecco la lettera:

30 maggio 2013

AI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

AI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Ai MINISTRI PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio, Signori Ministri,

ci permettiamo di richiamare la Vostra attenzione su alcuni dati resi pubblici in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino (16-20 maggio 2013), ripresi dai giornali: «il mercato editoriale è precipitato del 15% in due anni, dal 2011 al 2013, e in questo primo quadrimestre si registra un altro meno 4,4%» (<<Repubblica» del 18 maggio 2013, p. 50). Una «catastrofe libraria» (ivi), certo non compensata dai dati di chiusura: «Salone di Torino, ingressi record», con incremento di visitatori e di vendite negli stand (<<Corriere della sera» del 21 maggio 2013, p. 33): spiegati, anzi, con la lunga precedente assenza dei lettori delle librerie.

Sono dati sui quali sembra necessaria una riflessione, soprattutto se abbinati ad altri dati, sulla crisi diffusa delle Case editrici, particolarmente quelle di cultura, delle aziende tipografiche e di altre attività collegate alla produzione del libro.

Il libro, d’altra parte, è l’alimento della mente, lo strumento primario per la trasmissione della conoscenza e dei dati della nostra identità culturale, uno stimolo essenziale alla riflessione; in quanto tale, è il fondamento di una democrazia consapevole. La situazione del libro – e, con essa, della “salute mentale” dei cittadini – non può lasciare indifferente lo Stato, come non lo ha lasciato indifferente il problema della salute fisica dei cittadini medesimi, con le iniziative che negli anni si sono venute stratificando per favorirne la tutela.

Nello spirito dell’antico motto latino «mens sana in corpore sano», ci permettiamo di proporre che lo Stato, nel momento in cui si registra una grave difficoltà nel settore del libro, con tutte le conseguenze che ne derivano (anche sul piano occupazionale nei settori interessati: “la cultura non si mangia”, è stato detto, ma dà da mangiare), voglia prendere un’iniziativa per favorire l’accostamento dei cittadini al libro: quale potrebbe essere una deducibilità dalla denuncia dei redditi di una parte di quanto è stato speso nell’anno per acquisti librari (ad es., si potrebbe prevedere una deducibilità del 50% della spesa documentata per acquisto di libri, entro un minimo di spesa di € 1000,00 e un massimo di € 2000,00; con eventuale incremento del minimo deducibile per i docenti, riconoscendo loro il diritto di “aggiornamento professionale”).

Ci permettiamo anche di osservare che l’eventuale auspicato successo di tale iniziativa, cui corrisponderebbe una contrazione delle entrate fiscali, troverebbe compensazione da un lato nella certificazione degli acquisti, dall’altro nei suoi riflessi sulla produzione editoriale, con incrementi che avrebbero corrispondenze nel PIL e nel gettito fiscale. Con importante ritorno, comunque, sul piano della promozione culturale.

Né va sottovalutato, per altro, il rischio di un effetto perverso della eventuale inerzia: il calo del fatturato librario comporta un calo non solo dei titoli pubblicati, ma anche – e più gravemente – delle tirature, con incremento dei costi unitari dei singoli prodotti e corrispondente aumento dei prezzi di copertina, ulteriore fattore scoraggiante degli acquisti.

I sottoscritti confidano che non potranno sfuggire gli elementi di allarme della situazione sopra delineata, a diversi livelli, e la conseguente necessità di un intervento dello Stato mirato a offrire – urgentemente – qualche iniziativa di stimolo e di sostegno all’industria culturale del Paese: presidio irrinunciabile di un’identità nazionale che va tutelata ad ogni costo.

Grati dell’attenzione, con i migliori saluti.

Sottoscrivono il presente appello:

ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI, Roma (Prof. Lamberto Maffei)

ACCADEMIA DELLA CRUSCA, Firenze (Prof.a Nicoletta Maraschio)

ACCADEMIA DELLE SCIENZE, Torino (Prof. Alberto Conte)

ACCADEMIA NAZIONALE VIRGILIANA, Mantova (Avv. Piero Gualtierotti)

ACCADEMIA OLIMPICA, Vicenza (Ing. Luigi Franco Bottio)

ACCADEMIA PETRARCA, Arezzo (Prof. Giulio Firpo)

ACCADEMIA PONTANIANA, Napoli (Prof. Carlo Sbordone)

ACCADEMIA TOSCANA «LA COLOMBARIA», Firenze [Prof. Danilo Torre]

ARCADIA – ACCADEMIA LETTERARIA ITALIANA, Roma (Prof.a Rosanna Pettinelli)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER GLI INTERESSI DEL MEZZOGIORNO D’ITALIA, Roma (Prof. Gerardo Bianco)

CASA BOCCACCIO – ENTE NAZ. GIOV. BOCCACCIO, Certaldo (Prof. Stefano Zamponi)

CASA DEL MANZONI – CENTRO NAZ. DI STUDI MANZONIANI, Milano (Prof. Angelo Stella)

CASA DI D ANTE, Roma (Prof. Gianfranco Card. Ravasi)

CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI, Palermo (Prof. Giovanni Ruffino)

CENTRO DI STUDI SUL CLASSICISMO, Prato (Prof. Roberto Cardini)

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI STUDI UMANISTICI, Messina (Prof. Vincenzo Fera)

CENTRO NAZIONALE DI STUDI ALFIERIANI, Asti (Prof. Gian Mario Anselmi)

CENTRO PIO RAJNA, Roma (Prof. Enrico Malato)

CENTRO SCALIGERO DI STUDI DANTESCHI, Verona (Prof.ssa Albertina Cortese)

ENTE NAZIONALE FRANCESCO PETRARCA, Padova (Prof. Avv. Leopoldo Mazzarolli)

FONDAZIONE ANTONIO GRAMSCI, Roma (prof. Giuseppe Vacca)

FONDAZIONE CENTRO DI STUDI STORICO-LETTERARI NATALINO SAPEGNO, Aosta (Prof. Bruno Germano, Prof. Nino Borsellino)

FONDAZIONE EZIO FRANCESCHINI, Firenze (Prof. Lino Leonardi)

FONDAZIONE LUIGI FIRPO, Torino (Prof. Vincenzo Ferrone, Dott.ssa Laura Firpo)

GABINETTO SCIENTIFICO-LETTERARIO G.P. VIEUSSEUX, Firenze (Dott. Giuliano Da Empoli)

ISTITUTO UNIVERSITARIO DI STUDI SUPERIORI, Pavia (Prof. Salvatore Veca)

ISTITUTO PER LE RICERCHE DI STORIA SOCIALE E RELIGIOSA, Vicenza (Prof. Tiziano Treu, Prof. Giorgio Cracco )

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI STORICI, Napoli (Prof. Natalino Irti)

ISTITUTO LOMBARDO – ACCADEMIA DI SCIENZE E LETTERE, Milano (Prof. Gianpiero Sironi)

ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI ROMANI, Roma (Prof. Paolo Sommella)

ISTITUTO STORICO ITALIANO PER IL MEDIO Evo, Roma (Prof. Massimo Miglio)

ISTITUTO VENETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI, Venezia (Prof. Gian Antonio Danieli)

SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI, Roma (Amb. Bruno Bottai)

SOCIETÀ DANTESCA ITALIANA, Firenze (Dott. Eugenio Giani)

SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA, Roma (Prof. Sergio Conti)

SOCIETÀ INTERNAZIONALE PER LO STUDIO DEL M.E. LATINO, Firenze (Prof. Agostino Paravicini Bagliani)

SOCIETÀ NAZIONALE DI SCIENZE, LETTERE E ARTI, Napoli (Prof. Guido Trombetti)

UNIONE ACCADEMICA NAZIONALE, Roma (Prof. Fulvio Tessitore)

Sottoscrive per delega di tutti gli Enti sottoscrittori

Prof. Enrico Malato

Presidente del Centro Pio Rajna

 

PS. Roma, 4 giu. L’Associazione italiana editori sottoscrive l’appello promosso dal professor Enrico Malato del Centro Pjo Raina e fatto proprio da decine tra le più influenti e
prestigiose Fondazioni, Accademie e Istituti culturali italiani, dall’Accademia nazionale dei Lincei a quella della Crusca, fino all’Unione accademica nazionale, dalla Casa di Dante fino alla
Società geografica italiana per chiede la deducibilità del 50% della spesa per libri come “stimolo e sostegno all’industria culturale del Paese”.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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