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Non basta togliere il fax per far funzionare meglio la Pubblica Amministrazione

Non ha tutti i torti il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, quando sostiene che “non basta togliere i fax e la carta” e che “occorre aggiungere soluzioni Ict adeguate e integrate nel Paese“. Ieri, con una lettera aperta al direttore del Corriere della Sera, Mastrapasqua è intervenuto nel dibattito sulla norma “ammazza fax” e sullo stato dell’arte dell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione. Bene togliere i fax, dice il presidente dell’Inps, “ma per togliere la carta e affidarsi totalmente all’elettronica, con i connessi vantaggi economici e di trasparenza, ci vuole la voglia di una sfida in più. Nella Pubblica Amministrazione e in tutto il Paese”.

 

 

Il ragionamento di Mastrapasqua è articolato: in alcune Pubbliche Amministrazioni “il percorso della informatizzazione della telematizzazione e della dematerializzazione è avviato. E assai avanzato. È la discontinuità tra singole PA che rende difficile il salto di qualità. Talvolta si discute, opportunamente, sul digital divide della popolazione, o sulla carenza delle infrastrutture informatiche del Paese. Tutto vero. Ma molte PA sono molto lontane dai progetti ribaditi di e-gov. E chi è informatizzato lo è in maniera diversa dal suo ‘vicino’ e geloso del suo sistema, anche se non dialoga con altri. È l’esperienza che in Inps abbiamo toccato con mano in questi anni con le oltre 200 Asl italiane, alcune non informatizzate, molte inoperabili per incompatibilità di sistema. Lo stesso vale negli Enti locali e nei Tribunali, dove la buona volontà sopperisce spesso a gravi carenze strutturali. Un piano di informatizzazione omogeneo e trasversale non può piegarsi alla territorialità e all’autonomia dei sistemi e delle soluzioni“.

E poi l’affondo e la sfida al mondo politico. Il presidente dell’Inps affronta il nodo cruciale dei tempi certi entro i quali aziende e cittadini devono avere risposte dagli uffici pubblici:

“Non basta l’efficienza di un solo soggetto, qualunque esso sia”, dice Mastrapasqua. “Occorre l’integrazione. A quel punto perché non introdurre il silenzio-assenso? Un ‘vero’ silenzio-assenso, disciplinato da una nuova norma stringente, che non preveda rinvii o eccezioni, che non rimandi a successivi decreti applicativi”.

Infine, nella lettera aperta al Corriere della Sera, il presidente dell’Inps affronta il delicato tema della corruzione e delle clientele:

“Silenzio-assenso entro cinque giorni? Perché no. Una norma cosi perentoria e univoca renderebbe obsoleto ogni provvedimento anti-corruzione, cancellando in un sol colpa le ‘necessità’ di clientele, conoscenze o amicizie interessate all’interno dei sistemi di PA“.

Insomma, sostiene Mastrapasqua, non è (solo) problema di fax e informatizzazione, bensì di organizzazione, efficienza e trasparenza. Finché ogni Pubblica Amministrazione sarà una repubblica indipendente, con i suoi sistemi informatici impermeabili, le sue lentezze, le sue sacche di inefficienza, i suoi tempi biblici nelle risposte, non si potranno fare molti passi in avanti.


Twitter: @pinobruno

  • Luisa Soares

    Mi chiedo se il signor Mastrapasqua possa essere considerato soggetto qualificato a
    disquisire di efficienza della p.a. visto che:
    1) le
    sedi operative dell’inps, sotto la sua gestione, hanno smesso di rispondere al
    numero dell’urp e del centralino;
    2) le stesse non rispondono alle
    richieste di informazioni pervenute da altre pubbliche amministrazioni;
    3)
    l’individuo di cui sopra può essere a pieno titolo considerato una delle cause
    del dissesto dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (http://www.ilradar.com/inps-al-collasso-senza-piu-soldi-eppure-il-presidente-mastrapasqua-guadagna-1-2-milioni-e/)

    Ognuno tragga le sue conclusioni…..

  • Osvaldo Forzini

    Mastrapasqua ha ragione, probabilmente, sulla questione dell’informatizzazione, delle procedure ecc. Basta vedere per esempio i siti dei Comuni: ognuno ha “il suo”, io vi accedo spesso per fare richieste anagrafiche e devo sempre “scovare” dove sia l’ufficio: non sarebbe male che avessero una “struttura di base” più o meno identica.
    Riguardo i 5 giorni (sono un dipendente pubblico) “ovviamente” è una provocazione, nel senso che ci sono procedure e procedure: talvolta anzi bisognerebbe “allungare” le procedure, trattandosi di INPS faccio l’esempio delle badanti: per modifiche al rapporto di lavoro, sono previsti 5 giorni. SEMPRE. Altrimenti sono pesanti sanzioni. Anche nel caso di decesso dell’assistito… immaginatevi se quando muore una persona, con tutte le cose che ci sono da pensare, uno possa e debba riuscire a fare la denuncia entro 5 giorni… mi parrebbe del tutto RAGIONEVOLE, ADDIRITTURA DOVEROSO… prevedere che in quel caso va bene 10-15…
    Tutto quanto sopra è però una premessa ad un “sassolone” che ho nelle scarpe: l’eccellente dott. Mastrapasqua, che si erge a “maestrino” di tutti noi tartarughe della P.A., MI SPIEGA COME FA A PORTARE AVANTI TUTTI I SUOI NUMEROSI INCARICHI con la dovuta diligenza professionale prevista???… ci siamo capiti, no? Ha uno studio commerciale, fa parte di Consigli di Amministrazione i più vari… ecco, questo sarebbe un altro bel punto su cui intervenire…

  • JLPicard

    Purtroppo, IMHO, la lentezza dell’informatizzazione completa ed integrata di tutta la Pubblica Amministrazione non è da ricercare solamente nella lentezza del legislatore, ma per grossa parte è da ricercare altrove.
    Da addetto ai lavori (informaticamente parlando), so che PEBKAC è un acronimo che spesso viene sottovalutato quando si parla di informatizzazione e penetrazione delle tecnologie digitali; in questo senso assume molta importanza il fatto che l’Italia è un paese con un tasso di analfabetismo digitale molto alto.
    IMHO questo è il primo problema da risolvere per poi occuparsi di altri come l’informatizzazione della PA.

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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