Twitter ha rinviato la manutenzione programmata, su invito della Casa Bianca, per evitare di spezzare il fil rouge che anima la protesta iraniana. I media di tutto il mondo sottolineano il ruolo strategico del social network essenziale e minimalista. Il regime riesce a oscurare le emittenti televisive straniere, a chiudere i giornalisti negli alberghi ma non a bloccare il cinguettio dell’opposizione.
Un nuovo caso di studio all’esame dei massmediologi. Un esempio del mix esplosivo di comunicazione e controinformazione reso possibile dall’uso intelligente della tecnologia.
Ecco come si può tentare di aiutare i dissidenti iraniani.
La bellissima vignetta è di Political Graffiti, che ringrazio.
[...] In Iran Twitter fa la differenza [...]
[...] tradizionali: dal terremoto in abruzzo dell’aprile scorso, agli attentati di Mumbai, alle proteste per la democrazia in Iran, Twitter ha giocato un ruolo essenziale nella diffusione libera (e veloce) [...]
il dot. carofiglio e famiglia sono perfetti!! grazie di cuore vi voglio tanto bene!!
In questo sito sono raccolti alcuni username di Twitter Iraniani http://twitterscore.net/high-scores-by-location/Iran
Bravo Pino, per il buono articolo e grazie per il uso del mio cartoon.
[...] Articolo: In Iran Twitter fa la differenza | Pino Bruno Articoli correlati: » Twitter unisce la protesta [...]
IRAN: I GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE MINACCIANO I BLOGGER =
(AGI) – Teheran, 17 giu. – Dopo aver confinato i giornalisti
stranieri negli alberghi, il nuovo obiettivo dei Guardiani
della rivoluzione sono i blogger. Per il regime la minaccia
corre sul web e per impedire che su Internet circolino immagini
e racconti di quello che accade nelle piazze hanno minacciato
chi si sierve di blog e social network per diffondere le
informazioni. I Guardiani, corpo d’elite che risponde
direttamente l leader supremo Ali’ Khamenei, hanno avvertito
che e’ necessario rimuovere qualunque materiale che “crei
tensione” o prepararsi ad “affrontare conseguenze legali”.
Si tratta dell prima presa di posizione dei Guardiani dalle
contestate elezioni presidenziali di venerdi’ scorso. I blog,
ma anche i social network Facebook e Twitter sono stati vitali
per l’opposizione iraniana per informare il mondo sugli
avvenimenti.