La Finlandia? Troppo a nord. L’Australia? Troppo a sud. Il Rapporto Caio? Chissenefrega. Sole, mare, pizza, mandolino, telefonini e televisione digitale terrestre ci bastano. Che ce ne facciamo della banda larga? C’è grossa crisi, ripassate più tardi, ha detto ieri il Governo.
Dunque la posa dei cavi in fibra ottica, lo svecchiamento delle centrali telefoniche, l’ultimo miglio, un giorno verranno, ma non oggi. Forse nel 2011. Domani è un altro giorno, si vedrà. Letta smentisce Brunetta e Romani.
Investimenti pubblici per 800 milioni di euro congelati fino alla fine della crisi economica. E quelli privati? “Gli impatti del congelamento dei fondi riguardo la rete a banda larga – dice l’amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi – non hanno nessun impatto sui nostri investimenti che sono totalmente liberi da ogni intervento governativo”.
Avanti gli altri, please.
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Le cialtronate pubbliche sono evidenti e si commentano da sole. Buona, buonissima la risposta di Fastweb. Il problema vero non sono certo gli 800 Milioni, ma i 12-15 Miliardi di euro che servirebbero a C.D.P. per avviare lo scorporo della rete di accesso (Telecom italia) e favorire lo sviluppo della NGN in fibra. Soltanto ai tempi di Caio e qualche settimana fa, sembrava che ci fosse un rimescolamento delle carte e che l’antico Piano Rovati-Prodi uscisse dal letargo. Adesso che succede? Si aspetta di capire che succede nell’azionariato di Telecom….