Rete sotto assedio: ci mancava pure la tassa della Siae

Pino Bruno | dicembre 23rd, 2009 - 2:46 PM

Last but not least, sulla rete incombe anche la tassa per arricchire ulteriormente la SIAE. Non è notizia da prendere sottogamba, eppure se ne parla poco o niente. Alla Società italiana autori ed editori non bastano i sessanta – settanta milioni di euro che incassa già su masterizzatori e videoregistratori. Ne vorrebbe altri ottanta, addirittura trecento secondo alcune stime, anche da computer e telefoni cellulari.

Perché mai? La nuova tassa compenserebbe autori ed editori per i mancati introiti eventualmente derivanti dalla pirateria digitale in rete. E chi non fa download illegali? Paga pure lui. Insomma, si starebbe replicando per l’uso di Internet ciò che avvenne anni fa per i supporti vergini. Se qualcuno compra un CD o DVD vergine, lo fa sicuramente per copiare illegalmente musica, software e film, dunque ci vuole un balzello preventivo. 

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Bollino Siae anche per navigare?

Bollino Siae anche per navigare?

Sulla vicenda sono state presentate finora interrogazioni da alcuni parlamentari radicali e del Pd

Intanto è la Corte di Cassazione, sia pure indirettamente, a ridimensionare gli appetiti della Siae. “Non commette reato il libero professionista che possiede e utilizza programmi per il computer privi del marchio Siae”, ha sentenziato ieri.  

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3 Responses to “Rete sotto assedio: ci mancava pure la tassa della Siae”

  1. Luca scrive:

    Tassa vergognosa, basata sulla POSSIBILITA’ che la periferica di memoria venga usata illegalmente. Un po’ come tassare l’acquisto delle automobili per il RISCHIO futuro di fare infrazione al codice stradale.

    Firmate la petizione; firmiamo.it/petizionecontrodecretobondi

  2. [...] FONTE GD Star Ratingloading…Rete sotto assedio: BOLLINO SIAE anche per navigare?10.0101 Share and Enjoy: [...]

  3. Pino Bruno scrive:

    Il Pd esprime in due diverse interrogazioni – l’una
    a firma dei deputati democratici Vico, Lulli e Bellanova e l’altra di quelli
    radicali Beltrandi, Bernardini, Coscioni, Mecacci, Turco e Zamparutti – la sua
    contrarietà alla proposta formulata dalla Siae di una tassa sulle connessioni
    internet per compensare autori ed editori per i mancati introiti eventualmente
    derivanti dalla pirateria digitale. “La lotta alla pirateria digitale – da
    condurre con più strumenti e rigorosità – non può essere scaricata sulla
    utenza e sui consumatori attraverso balzelli e tasse”, “replicare l’infelice
    operazione già praticata con la tassa sui supporti vergini, in barba ai più
    elementari principi di responsabilità ed ai diritti dei consumatori, non è
    certo la strada per tutelare il lavoro dei produttori di contenuti” e “nel
    Paese è in discussione la strategia per il radicamento e la diffusione di
    Internet, per cui non c’è alcun bisogno di aumentare i costi dell’accesso con
    un balzello”, scrivono Vico, Lulli e Bellanova. Da parte loro i deputati
    radicali, già firmatari di una proposta di legge di “abolizione del monopolio
    Siae”, che invitano il premier a prendere in considerazione, rilanciano la
    denuncia di Asstel, l’associazione che raccoglie gli operatori telefonici, la
    quale “ritiene che siano più che sufficienti i 60 milioni di euro che la Siae
    già incassa attualmente” e sostengono che “è opinione diffusa che non si debba
    ulteriormente gravare sui consumatori, bensì trovare il giusto equilibrio tra
    gli interessi dell’industria dell’Ict ed i giusti diritti di chi, a tutti i
    livelli, produce cultura nel nostro Paese”.

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