Il Blog sta subendo alcuni interventi di manutenzione e aggiornamento, pertanto nei prossimi giorni si potrebbero riscontrare rallentamenti o malfunzionamenti.Ci scusiamo per il disagio.

Class action Petruzzelli

pagina aggiornata al 20 dicembre 2009

dal sito ufficiale della Class Action Procedimentale:

Il governo a sorpresa: “il Petruzzelli allo Stato”
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Domenica 20 Dicembre 2009 10:25
 
di Carlo Stragapede (La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 dicembre 2009)

BARI – Il governo, per la prima volta, esce allo scoperto sulla vicenda Petruzzelli. Con una posizione molto chiara: il teatro è di proprietà del Comune, sulla base della convenzione di oltre un secolo fa che imponeva ai Messeni Nemagna, proprietari, di ricostruire entro quattro anni, in caso di distruzione del monumento, pena l’esproprio.

La presidenza del Consiglio dei ministri esprime la sua tesi ufficiale attraverso l’intervento processuale al fianco della class action promossa da due legali baresi, Luigi Paccione e Alessio Carlucci. I due avvocati puntano a ottenere dal Tribunale civile la dichiarazione, con tanto di carta bollata, che il monumento è appunto di proprietà pubblica, senza se e senza ma.

Nel suo intervento in giudizio, l’avvocato dello Stato Nicola Scattarelli (in rappresentanza oltre che di Palazzo Chigi anche del Ministero per i Beni culturali) ipotizza che il Tribunale di Bari possa ritenere il monumento di proprietà privata. Insomma che possa «assegnarlo», una volta per tutte, ai Messeni Nemagna. In questo caso, però, secondo il legale dello Stato, i magistrati dovrebbero condannare le eredi Messeni a pagare 20 milioni 349mila euro, come rimborso per le spese della ricostruzione sostenute dallo Stato.

Il Petruzzelli è stato inaugurato il 4 ottobre scorso, al termine di lavori protrattisi per molti anni, dopo il rogo doloso che lo distrusse, il 27 ottobre 1991. Ma la battaglia legale non si placa.

Il governo nazionale, quindi, sembra voler «stracciare» il protocollo d’intesa del 21 novembre 2002 che partorì la Fondazione lirica barese e che soprattutto riconobbe la proprietà privata del teatro, assegnando ai Messeni un canone di 500mila euro l’anno a carico della Fondazione stessa. Una tesi, quella di Palazzo Chigi, che sembra inconciliabile con l’altra sentenza del Tribunale civile di Bari, emessa venerdì scorso, che riconosce piena validità al protocollo. Il governo di Roma non si era mai espresso ufficialmente sulla natura (pubblica o privata?) della proprietà. Un’occasione c’era stata: il tavolo tecnico di circa un anno fa, al quale aveva partecipato il ministro Sandro Bondi. Quel vertice, però, si era risolto in un nulla di fatto.

Intanto, le eredi Messeni Nemagna, assistite dall’avvocato Ascanio Amenduni, nei giorni scorsi hanno anche presentato un esposto articolato alla Procura della Repubblica. Nella querela, chiedono di accertare eventuali reati nella consegna del teatro, da parte del Ministero, alla Fondazione, il 7 settembre scorso: «Siamo stati scavalcati illegittimamente, i proprietari siamo e restiamo noi», affermano.

 

 

La scena del bene comune
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Domenica 20 Dicembre 2009 10:36
di Nicola Signorile (La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 dicembre 2009)
 
Fecero spallucce , quando due avvocati baresi lanciarono la “Class action” sul Petruzzelli, affinchè il teatro fosse dichiarato un bene pubblico. Non con un esproprio, ma rivendicando quel diritto acquisito in assenza di una immediata ricostruzione privata che il Comune nella “sua inerzia” non avrebbe reclamato.
 
Si voltarono dall’altra parte, anche quando centinaia di cittadini misero la loro firma sotto la prima messa in mora popolare.
 
Ma ora che quelle istituzioni sono state chiamate davanti a un giudice in un processo civile, gli scettici scoprono che la “Class action” non era solo “una iniziativa politica” un po’ sgradevole perché scompaginava le raffinate tattiche di mediazione politica, ma anche una strategia giuridica con qualche solido fondamento.
 
La infinita contesa sul Petruzzelli è lungi dal concludersi. Ma intanto una comunità civile non può accontentarsi del fatto che il teatro sia aperto comunque e purchessia. Non può voltare le spalle al problema di legalità che pone la “Class action”, perché in gioco non è – come appare – solo la proprietà del teatro e di conseguenza la legittimità del finanziamento pubblico della sua ricostruzione – oppure il buon diritto dei proprietari – ma soprattutto la correttezza delle istituzioni nella cura del bene comune.

Il prevalere dell’interesse pubblico sui fabbisogni della politica.

 
Ultimo aggiornamento Domenica 20 Dicembre 2009 10:37

 

Il teatro dei baresi Azione giuridica dopo il riconoscimento della validità del protocollo d’intesa
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Domenica 20 Dicembre 2009 10:27

Il governo: «Petruzzelli pubblico» Il ministero aderisce alla class action: depositati gli atti
di Adriana Logroscino (Il Corriere del Mezzogiorno del 20 dicembre 2009)

BARI — Anche presidenza del Consiglio e ministero per i Beni culturali sono d’accordo con i pro­motori della «class action» bare­se: il teatro Petruzzelli è già pub­blico, lo è nei fatti; ora un giudice deve riconoscerlo. La memoria presentata dagli avvocati dello Stato nel giudizio avviato dagli av­vocati Luigi Paccione e Alessio Carlucci ormai un anno fa, è stata depositata il primo dicembre. Quindi l’udienza, fissata per il 18 dicembre, è slittata al 10 maggio. «Siamo molto soddisfatti – dice Paccione – la nostra azione ha in­calzato le pubbliche amministra­zioni » .

L’azione popolare promossa dai due avvocati baresi, un «eser­cizio di creatività giuridica», co­me la definisce lo stesso Paccio­ne, era tesa appunto a sostituire amministrazioni inadempienti in un’azione legale a tutela degli inte­ressi della collettività. La tesi è semplice: un teatro ricostruito in­tegralmente con fondi pubblici, è di proprietà pubblica, restituirlo alla famiglia Messeni Nemagna, nel rispetto di quanto prevede il protocollo d’intesa del 2002, costi­tuirebbe un «torto di massa». «Il ministero per i Beni culturali e la presidenza del Consiglio, che noi avevamo chiamato in giudizio in­sieme con Regione, Provincia, Co­mune e eredi della famiglia pro­prietaria – dice Paccione – hanno aderito alla nostra azione giuridi­ca: una decisione importante». Dopo aver avviato il giudizio civi­le, gli avvocati Paccione e Carluc­ci si erano rivolti alla procura per denunciare per «atti omissivi» sia il ministro Sandro Bondi, sia il sin­daco di Bari Michele Emiliano. Di­versa la posizione della Regione. Che, già in agosto, si è posta al fianco dei due avvocati nella batta­glia per il Petruzzelli pubblico, in virtù dell’esborso pubblico per i lavori di ricostruzione, e in virtù della clausola che, al momento della concessione del suolo da parte del Comune ai costruttori (nel 1896) fissava in tre anni il ter­mine per la ricostruzione – a cari­co del privato – nel caso di distru­zione. Del resto, l’amministrazio­ne Vendola si è schierata fin da su­bito contro il protocollo d’intesa del 2002 che stabiliva che la rico­struzione del teatro fosse a carico degli enti pubblici che si impegna­vano alla gestione dell’attività e al pagamento di un canone di 500mila euro all’anno per qua­rant’anni. Il Comune, che ha rispo­sto per ultimo alla chiamata della class action, in ottobre, non ha in­vece aderito alla tesi giuridica de­gli avvocati Paccione e Carlucci. L’amministrazione Emiliano ha contestato l’accusa di inadem­pienza rivoltagli dai promotori della class action e ha promosso a sua volta l’istanza per annullare quello stesso accordo che espor­rebbe gli enti locali al rischio di sanzioni da parte della Corte dei conti perché sbilanciato a favore del contraente privato.

In sostanza, però, ora tutti gli attori di quell’intesa, chi lo pro­mosse, cioè il ministero, e chi lo firmò, gli enti locali, si attivano perché venga annullata. Anche se, da due giorni, c’è stata la pri­ma sentenza che, sia pure inciden­talmente, riconosce la validità del protocollo. In un altro giudizio, in­fatti, il giudice Enrico Scoditti ha rigettato la richiesta della Regio­ne di annullarlo. Al tribunale ave­va fatto ricorso la famiglia chie­dendo la tutela del marchio.

La scheda

L’azione collettiva

Gli avvocati Paccione e Colucci hanno avviato, un anno fa, un’azione popolare, sostituendosi a Comune e Provincia considerati inadempienti, per il riconoscimento della proprietà pubblica del Petruzzelli ricostruito con fondi pubblici.

Il governo
Ministero per i Beni culturali e presidenza del Consiglio si sono costituiti nel giudizio, sostenendo la medesima tesi.

50 milioni di euro è costata la ricostruzione del Petruzzelli «com’era, dov’era», tutti a carico pubblico

13 milioni di euro è la cifra per la quale manca ancora la copertura da parte degli enti pubblici

 
Ultimo aggiornamento Domenica 20 Dicembre 2009 10:38

Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, continua a far finta di niente. Per lui la class action procedimentale non esiste. Eppure è uno dei destinatari dell’azione legale. Così, oggi, il sindaco risponde ad Alessandra Flavetta, che lo intervista per La Gazzetta del Mezzogiorno:

…Perché il governo abbia cambiato idea, Emiliano non lo dice: “Credo sia stato determinante – afferma – un parere dell’Avvocatura dello Stato, un atto riservato, un parere giuridico che può avere consigliato di affidare il Petruzzelli al Comune di Bari per renderlo fruibile in attesa della fine della vicenda» sulla proprietà del teatro”.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

Alcune delle mie Pubblicazioni
Stay in Touch

Sono presente anche sui seguenti social networks :

Calendario
dicembre: 2016
L M M G V S D
« Ago    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031