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GIORNALISMI

Egitto: quando la disinformatjia è digitale

Cinque giorni di blocco totale di internet, che hanno causato danni per 65 milioni di euro, blocco della telefonia mobile, caccia ai blogger, messaggi SMS di propaganda e soldi in contanti ai controrivoluzionari, repressione dura nei confronti dei giornalisti stranieri.  In Egitto il regime di Mubarak sta sperimentando tutti i trucchi della moderna disinformatjia, la tecnica

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Cafebabel: se gli Andropov e i Černenko nostrani la leggessero l’Europa sarebbe diversa…

Se gli Andropov  e i Černenko  nostrani leggessero Cafebabel, scoprirebbero che un altro mondo, un’altra Europa, un’altra Italia, non solo sono possibili, ma esistono. Cafebabel  è un magazine europeo attivo da dieci anni sul web. Parla francese, inglese, polacco, spagnolo, tedesco e italiano. E’ un tuffo di vitalità e giovinezza che stride con il vecchiume

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Wikileaks: Natale (Fnsi) dice che Assange ha fatto un buon lavoro

”Siamo in anni in cui l’impatto della rete nel giornalismo ha fatto sperare ad alcuni editori che internet rendesse magicamente e risparmiosamente non più necessario il lavoro giornalistico professionale. La vicenda Wikileaks  ci dice invece che anche ai tempi della rete si va a cercare attendibilità e autorevolezza, come Assange ha fatto dando le rivelazioni

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Google News: gli editori italiani vincono la battaglia

Google “consentirà agli editori di rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia, renderà note agli editori le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari, rimuoverà il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma”. Lo ha deciso l’Autorità Garante

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Tunisia: i blogger contro la repressione

Sulla rivolta tunisina ho letto finalmente (e condivido con piacere) un articolo ben fatto sul ruolo dei blogger nella rivolta tunisina. Dopo la miriade di cavolate scritte in questi giorni da giornalisti che di web, blog e proxy non capiscono un cavolo, l’articolo di Paola Caridi (giornalista, storica, esperta del mondo arabo e blogger), pubblicato dalla

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Wikileaks e l’aria maccartista che tira in America

Tira una brutta aria maccartista, negli Stati Uniti del democratico Barack Obama. La guerra fredda non c’è più, ma i metodi restano gli stessi. Sembra che Wikileaks e chi fa controinformazione siano diventati più pericolosi dei terroristi. Le pressioni su Twitter ( e forse su Facebook e Google) per consegnare dati personali e messaggi privati

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Libertà di stampa: in Gran Bretagna sarà più garantita

Piacerebbe molto a Milena Gabanelli il disegno di legge sulla libertà di stampa che il vicepremier britannico Nick Clegg, leader dei liberal-democratici, si è impegnato a presentare entro breve tempo.   ”E’ semplicemente ingiusto che accademici e giornalisti vengano effettivamente ridotti al silenzio in virtu’ di potenziali contenziosi legali, lunghi e costosi, con ricchi privati o

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Foto digitali taroccate. Come ci si difende dagli inganni?

E’ di questi giorni la polemica, sollevata da alcuni giornali, sul presunto “ritocco” di una fotografia riguardante il giovane alpino Matteo Miotto, ucciso da un cecchino in Afghanistan. La direzione dell’Ansa ha smentito l’ipotesi dello sbianchettamento e la diatriba potrebbe chiudersi qui. Non il problema delle foto modificate ad arte, piuttosto ricorrente. Come possono difendersi,

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Google: il j’accuse dell’Unione Europea

“La vostra società ha notato cambiamenti improvvisi e significativi della sua posizione sui motori di ricerca come Bing, Google o Yahoo? Avete constatato improvvisi cali nel numero di utenti rinviati verso i vostri servizi da Google, che non possono essere spiegati da cambiamenti sul vostro sito internet?“.  Sono alcune delle domande che gli investigatori della

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Il giornale di Mao Zedong si quota in borsa

Il Quotidiano del Popolo, organo del partito comunista cinese, fondato nel 1948 da Mao Zedong, prevede di quotare il suo sito web all’inizio di quest’anno presso la Borsa di shanghai, per 91 milioni di euro. Lo riferisce il quotidiano in lingua inglese China Daily. Il sito people.com.cn dovrebbe essere il primo di una dozzina di

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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