Ricevo e pubblico volentieri questo intervento di Pino Nicotri, che ho letto nella newsletter di Senza Bavaglio. Il 7 gennaio scorso sul sito www.zeusnews.com, che si autodefinisce “un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell’informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile” è comparsa una notizia che dovrebbe preoccupare tutti
Il giornalista non può essere sostituito dalla tecnologia, dice il presidente dell’Autorita’ per le comunicazioni, Corrado Calabrò. “Anche a fronte del profondo mutamento che si sta realizzando nel sistema della comunicazione, il ruolo della stampa e del giornalismo professionale e’ e rimarra’ un fondamentale presidio della liberta’ di informazione. Il giornalista continuera’ ad essere il
A Parigi di sono concluse le Assises Internationales du Journalisme. Parola d’ordine: il diritto di ogni cittadino a un’informazione di qualità. Dibattito sulla crisi mondiale dell’editoria, sulle nuove frontiere della professione, sulla difesa dell’autonomia dei giornalisti dalle pressioni/ingerenze degli editori e del mondo politico. Il documento conclusivo è in quattordici punti. Ve lo propongo in
Che brutta storia, che brutta pagina di giornalismo, quella raccontata oggi da Articolo 21. Parla il nonno di Rocco Pellegrini, un bambino umbro morto per un incidente. La famiglia è stata sbattuta a lungo in prima pagina. “Mostri”. Poi i fatti si sono chiariti. Resta l’horror vacui della gestione cronachistica della vicenda, sottolineato in un
E’ un giro di boa. Nel 2008 Internet ha superato i giornali di carta come fonte di informazione privilegiata per le notizie nazionali e internazionali degli americani. La Tv resta il mezzo di comunicazione piu’ seguito, ma tra i piu’ giovani e’ ormai alla pari del web. Altra notizia da valutare con attenzione: i ricavi
Non si può aspettare che il giornale arrivi in edicola, il giorno dopo, per commentare i fatti più importanti del momento. Così il New York Times ha deciso di bruciare i tempi e far intervenire i suoi opinionisti a caldo, sul web prima che sulla carta stampata.
E’ una notizia che non dovrebbe fare notizia, perché il giornalismo on line è una realtà ormai matura. Fa comunque piacere apprendere che da quest’anno il più prestigioso premio giornalistico – il Pulitzer – avrà una sezione dedicata a chi lavora esclusivamente per i nuovi media. Il regolamento del Pulitzer è stato cambiato per prendere
Uno strano e sospetto progetto di riforma agita il mondo editoriale francese. A Parigi c’è stata un’ondata di proteste dopo l’arresto dell’ex direttore di Liberation Vittorio de Filippis, accusato di diffamazione. Qualche giorno fa il presidente Nicolas Sarkozy ha detto che entro breve tempo il reato di diffamazione sarà depenalizzato. Giornalisti contenti, dunque? Neanche per
Aderisco alla campagna in difesa dell’autonomia dei blog, mentre nubi oscure si addensano sulla libertà di opinione in rete.
I giornalisti quando riportano i fatti non fanno sciacallaggio mediatico. Ogni qualvolta i colleghi, esercitando il dovere di cronaca, riferiscono dei fatti e delle verità – anche spiacevoli – arrivano accuse e rilievi di sciacallaggio mediatico.
Ho letto La Stampa, La Repubblica, Il Corriere della Sera, e La Gazzetta del Mezzogiorno. Questi ultimi tre quotidiani hanno ampie edizioni locali. Mi aspettavo che, accanto alle cronache sulla tragedia di Rivoli, ci fosse un sia pur vago riferimento a quanto è accaduto l’altro ieri nella succursale del liceo Socrate di Bari. Un pezzo