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Poste Italiane: provate a pagare on line un banale bollettino di conto corrente!

Ai tempi di Corrado Passera, Poste Italiane è stato uno dei primi grandi gruppi italiani a offrire servizi on line. Pionieri del web. Già da molti anni si può spedire via internet una raccomandata e fare altre cose utili, per evitare la coda all’ufficio. Peccato che non si siano evoluti. Ancora oggi è impossibile pagare con la carta di credito un banale bollettino di conto corrente non precompilato. Ci vuole la PostePay, oppure si deve avere un conto corrente postale. Gli altri si arrangino.

E’ davvero incredibile che un servizio pubblico come Poste Italiane frapponga ancora ostacoli così arcaici al naturale sviluppo dei pagamenti on line. Così oggi con la carta di credito si può acquistare un biglietto aereo o ferroviario, saldare le tasse e fare mille altre cose, ma non pagare un bollettino!

Provate a entrare nella sezione del sito riservata ai pagamenti. C’è una miriade di opzioni. In apparenza si può usare anche la carta di credito, ma quando si arriva al dunque, dopo aver diligentemente compilato tutti i campi, la funzione di pagamento con carta di credito scompare e resta attiva solo quella con PostePay. Insomma, al danno si aggiunge la beffa.

Sono stati pionieri, quelli di Poste Italiane, e adesso stanno in retroguardia. Ha ragione chi scrive che “i numerosi rapporti degli ultimi mesi pongono il Belpaese quasi sempre al di sotto della media degli stati tecnologicamente all’avanguardia” e che “i dati …mostrano un quadro in cui emerge la figura di un netizen italiano poco consapevole delle potenzialità offerte dalla Rete. Anche i fornitori di servizi… in passato hanno commesso errori non affiancando al debutto di una tecnologia un’efficace marketing”.

Sembra un concetto ritagliato su misura per Poste Italiane. Se l’Italia arranca è anche perché non si può pagare on line un banale bollettino di conto corrente postale.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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