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Spacciatori di falsa banda larga

Spacciatori di falsa banda larga si aggirano per l’Italia.  Vendono connessioni Adsl da 20 MB/s e forniscono 3-4 MB/s al massimo. Se non è truffa è perlomeno pubblicità ingannevole. La verifica è facile. Si deve scaricare un piccolo software gratuito e non invasivo – Isposure – per accorgersi che le performance sono ben lontane da quelle propagandate (e pagate). Hanno già aderito all’iniziativa circa ventimila utenti di vari operatori. Partecipare al progetto è un’azione di cittadinanza attiva.

La connessione lenta fa male!

Il rapporto preliminare Between – Osservatorio Banda Larga sottolinea come “… di fatto, nessun operatore dichiara, perlomeno per la clientela residenziale, l’effettiva prestazione del servizio, trincerandosi dietro la formula “fino a”, con valori di upload che sono tipicamente dell’ordine del 5% di quelli di download”.

Prosegue il rapporto: “Le rilevazioni attualmente disponibili (aggiornate al 1 ottobre 2009) evidenziano come la velocità media di download dei collegamenti sia pari a 3,9 Mbit/s, vale a dire circa il 45% della velocità massima pubblicizzata. La differenza tra il valore massimo rilevato e quello minimo risulta superiore al 30%.

Per quanto riguarda la soglia di 2 Mbit/s in download, indicata dal Governo come target strategico, per il 70% degli utenti la prestazione media raggiunta è effettivamente pari o superiore a 2Mbit/s. A questo proposito, va ricordato come circa il 5% del totale delle linee telefoniche coperte dal servizio ADSL non sia (per motivi tecnici) in grado di superare tale soglia.

Analizzando le principali fasce di servizio (entry level: inferiore a 2Mbit/s; medium: da 2 a 8 Mbit/s; high: oltre 8 Mbit/s ), nella fascia bassa la velocità media di download è pari a meno di 1 Mbit/s, con un rapporto reale/nominale attorno al 70%.

Il test Isposure conferma che la banda pagata non corrisponde a quella fornita

Per la fascia intermedia (2-8 Mbit/s nominali), che è anche quella tuttora prevalente, la velocità media è di 3,6 Mbit/s, vale a dire meno del 50% del valore nominale;

Il test Isposure conferma che la banda pagata non corrisponde a quella fornita

Nella fascia più alta, invece, (fibra o ADSL2+) il valore medio è pari a 5,7 Mbit/s, vale a dire il 35% del valore massimo dichiarato. Da notare come nel caso della fibra ottica (oggi poco più di 200.000 collegamenti in Italia) il flusso è sostanzialmente simmetrico e superiore a 8 Mbit/s. In quest’ultimo caso, la limitazione della velocità non è ovviamente tecnologica, ma sostanzialmente di tipo commerciale”.

L’Italia Broadband Quality Index nasce da un’esperienza estera di successo, sviluppata dalla società specializzata nella misurazione della qualità della banda larga Epitiro Technologies e promossa in Italia in partnership con Between.

In Gran Bretagna c’è il Broadband Speeds Code of Practice, promosso dall’Authority delle comunicazioni Ofcom. In Italia la gemella Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha assunto un impegno in tal senso il 1 gennaio 2009, con la delibera 244/08, con risultati finora risibili.

Se l’Autorità abbaia ma non morde, ben vengano iniziative come questa.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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