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Scuola digitale: caro professore ho visto cose che non potresti immaginare

Caro professore, si sarà accorto che – spesso – la lezione frontale non funziona. I ragazzi si distraggono (annoiano?), è difficile capire chi sta seguendo e chi no, chi sta imparando e chi no. E se lei disponesse di strumenti che le consentissero di verificare all’istante l’apprendimento degli studenti, con la massima partecipazione della classe? E se potesse ottenere le risposte degli studenti in tempo reale, oppure controllare all’istante i risultati e dire addio alla correzione manuale dei test? Ho visto cose che voi docenti non potreste immaginare… oggetti  tecnologici come Dymo MimioVote, lezioni via Skype e smartphone, lavagne digitali, libri creati e stampati in proprio, professori entusiasti e studenti felici. Non al largo dei bastioni di Orione, né alle porte di Tannhäuser. A Brindisi, nel Liceo Scientifico Tecnologico Ettore Majorana.

E’ una scuola famosa. E’ andata spesso in tivù e sui giornali, soprattutto per lo straordinario progetto dei libri faidate, i BookinProgress, ma il preside – Salvatore Giuliano – e il suo staff non si riposano sugli allori. Avanti, sempre avanti, perché la tecnologia è ormai a disposizione di tutti (o quasi), ma le idee sono patrimonio degli uomini che hanno voglia di sfruttarla al meglio, piegarla alle esigenze quotidiane.

Non sapevo nulla di Dymo MimioVote, fino a quando non ho visto all’opera Salvatore Giuliano, durante una tavola rotonda su luoghi e professioni della comunicazione. E’ un trasmettitore/ricevitore wireless delle dimensioni di un pacchetto di sigarette. Per funzionare ha bisogno del suo software dedicato, di una lavagna bianca o di una superficie di proiezione, di un computer e di un proiettore LCD. La scuola ne acquista pacchetti di 24 o 32 (dipende dalla densità delle classi).

Prima della lezione, ogni studente riceve il suo dispositivo, registrato a suo nome.  Da quel momento, ogni interazione docente/studente (risposta a quiz, verifica dei test, eccetera) viene registrata dal software, e il professore è in grado di verificare all’istante chi lo sta seguendo e cosa sta imparando.

In queste videoclip si ha idea di come funzioni il sistema. C’è anche un canale dedicato su YouTube.

Le lezioni via Skype/smartphone sono una novità di queste ore. Ci si collega con l’account Skype 3AK MAJORANA e si è in grado di ascoltare la voce del docente, osservare la lavagna, intervenire per fare domande o richieste di precisazione.

Ho partecipato a una lezione via Skype, con il mio smartphone (clicca per ingrandire)

Ho fatto qualche domanda su Mimio Vote e dintorni a Salvatore Giuliano. Ecco le risposte:

“Il Mimio Vote, è attualmente in uso solo nell’ITIS Majorana di Brindisi. Ciò è stato possibile a seguito di un accordo con la società importatrice del prodotto (Ligra Srl) che, in anteprima nazionale, ha fornito il prodotto alla nostra scuola. In questi giorni inizierà la commercializzazione sul territorio nazionale.

Il sistema Mimio Vote, consente, interagendo con una Lavagna Interattiva Multimediale, la somministrazione di test con verifica immediata del livello di apprendimento degli alunni. Ciò consente al docente di avere un immediato feedback del suo intervento formativo. Le regole di utilizzo possono essere diverse: in forma anonima, in modo non anonimo, in modo sequenziale (lo studente deve rispondere alle domande nell’ordine in cui vengono proposte), ed in modo non sequenziale (lo studente sceglie l’ordine delle domande a cui rispondere)”.

Salvatore Giuliano, preside del Majorana di Brindisi (clicca per ingrandire)

So che state per fare una nuova sperimentazione, basata su Skype e smartphone. Di cosa si tratta?

Mediante Skype (software gratuito) è possibile far seguire agli alunni assenti la lezione che si sta svolgendo in classe. L’alunno, collegato da qualunque parte del mondo, può interagire con il docente ed i compagni di classe. Con un software di controllo remoto, l’alunno collegato può scrivere direttamente sulla LIM e rispondere per iscritto alle domande che gli vengono formulate dal docente. Si passa dal concetto si classe digitale a quello di scuola digitale. Si attuano interazioni con classi e docenti appartenenti alla rete nazionale di scuole book in progress. Altra forma di utile applicazione è quella che riguarda l’istruzione domiciliare e/o ospedaliera. Nei prossimi giorni, una intera classe seguirà le lezioni da casa. Attualmente tale servizio è disponibile in 12 classi del nostro istituto ed entro la fine dell’anno prevediamo di estenderlo al altre 15 classi”.

Qual è il feedback, finora? Siete diventati una best practice per il Ministero?

“Il Ministero ci segue con molta attenzione, approvazione ed incoraggiamento. Ieri ci è stato comunicata la visita del Capo Dipartimento del Ministero, dott. Giovanni Biondi. Ciò ci rende orgogliosi e ci spinge a fare sempre di più”.

Le prossime sfide?

“Attuare sempre più il concetto di Scuola Digitale. Un ambiente di apprendimento basato sulle nuove tecnologie che coinvolga tutte le componenti e tutti i luoghi fisici di una istituzione scolastica.

Andare sempre di più verso le esigenze ed istanze dei nostri alunni. Che ci piaccia o no i nostri alunni apprendono in modo diverso da come abbiamo appreso noi. La scuola deve cogliere questi cambiamenti per farne diventare opportunità. Utilizzando il motto di Pino Bruno: Il futuro non è più quello di una volta. Verissimo!!!”.

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Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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