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Twitter vende i nostri cinguettii a peso d’oro

Quanto valgono miliardi di tweet? Devono valere molto, perché Twitter li vende a due aziende inglesi, Gnip e Datasift, che hanno il permesso di farne uso commerciale. Così scrive il sito francese di controinformazione OWNI, che pubblica un’inchiesta approfondita sui retroscena di questo imbroglio (in italiano nel testo) giuridico.  Ebbene, la vendita dei cinguettii archiviati negli ultimi due anni avrebbe fruttato 250 milioni di dollari. L’accordo tra Twitter, Gnip e Datasift apre l’accesso ai tweet e ad altre informazioni collaterali, utili per l’analisi approfondita di gusti, preferenze, comportamenti sociali. Restano privati i messaggi diretti tra gli utenti e i tweet cancellati.

Illustrazione di Tsevis (CC-byncnd) dalla sua galleria Flickr.

D’altronde, fanno notare i giornalisti di OWNI,  Twitter ha cambiato più volte le condizioni d’uso del social network. L’ultima Informativa sulla Privacy è del 23 giugno 2011. Vi si legge chiaramente che:

Quando utilizzi uno dei qualsiasi nostri servizi, acconsenti alla raccolta, al trasferimento, alla manipolazione, alla conservazione, alla divulgazione e ad altri usi delle vostre informazioni come descritto in questa Informativa sulla Privacy. Indipendentemente da quale Paese tu provenga o crei le informazioni, i tuoi dati potranno essere utilizzati da Twitter negli Stati Uniti o in qualsiasi altro Paese in cui opera Twitter…

…richiediamo ad alcuni soggetti terzi con i quali abbiamo un rapporto di fiducia di svolgere funzioni e di fornirci servizi. Potremmo condividere le tue informazioni personali con questi soggetti terzi, ma solo nei limiti di quanto necessario per svolgere queste funzioni e per la fornitura di tali servizi e solo in accordo con le obbligazioni assunte in merito alla protezione prevista da questa Informativa sulla Privacy…

…Possiamo rivedere questa Informativa sulla Privacy di tanto in tanto. La versione più aggiornata dell’informativa regolerà il nostro uso delle tue informazioni e sarà sempre in https://twitter.com/privacy. Se facciamo una modifica a questa politica che, a nostra esclusiva discrezione, è sostanziale, ti informeremo tramite aggiornamento di @Twitter o e-mail all’indirizzo associato al tuo account. Continuando ad accedere o utilizzare i Servizi dopo che tali modifiche siano entrate in vigore, accetti di essere vincolato dall’Informativa modificata.

In origine Twitter era considerata una delle reti più “leali” nei confronti dei suoi utenti e, dal punto di vista del rispetto della privacy, si discostava nettamente da Facebook, molto più aggressiva nell’utilizzo di informazioni degli utenti. Il motto di Twitter era “Ciò che è tuo è tuo”.

Quante informazioni sono nascoste in un tweet!

 

Poi, nella corsa verso la redditività, l’impegno è diventato più vago e sono cominciate le polemiche, le proteste, le rivendicazioni giudiziarie.

Il problema è sempre lo stesso. I colossi digitali ci danno servizi e chiedono in cambio di sapere tutto di noi. Vogliono essere pure autorizzati a vendere ad altri le nostre informazioni personali. Ci dicono: o così o nisba, se volete stare in questo mondo.

L’Unione Europea sta ingaggiando una dura battaglia con Google per imporre regole più trasparenti e rispettose del diritto dei cittadini alla riservatezza dei dati personali.

In attesa degli esiti continuiamo pure a cinguettare, ma con la consapevolezza di cedere ogni giorno un pezzo della nostra vita.

L’approfondita inchiesta di Owni è qui.

 

Le illustrazioni sono di Tsevis (CC-byncnd), le ho prese dalla sua galleria Flickr. Sono tutte bellissime.


Twitter: @pinobruno


Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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