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CrowdRoaming per navigare gratis all’estero

È vero che in Europa le tariffe di roaming sono appena calate, ma è pur vero che navigare all’estero è ancora un salasso. Perché allora non fare CrowdRoaming? In fondo si tratta di condividere banda, quando si vuole, quanta se ne vuole, con chi si vuole. E’ un dare e avere, in ossequio alla filosofia peer-to-peer. L’applicazione olandese per dispositivi mobili Android è ancora in fase beta, preliminare, dunque, ma promette una piccola rivoluzione per i globetrotters che non vogliono rinunciare alla rete oltre confine.

Chiunque sia abituato a viaggiare sa bene che spesso il Wi-Fi libero è una chimera. Sì, molte città pubblicizzano le Wi-Fi Free Area, ma capita che gli hotspot siano guasti o in (perenne) manutenzione, la banda sia stretta, le procedure di registrazione lunghe e complesse. Ci si può rifugiare in bar e ristoranti, ma non tutti offrono il servizio e poi bisogna pur consumare. Se il budget a disposizione per la vacanza è risicato, non si può prendere un caffè ogni volta che si vuole leggere o spedire una mail o avviare Viber e Whats App. Abilitare il roaming, poi, è una roulette russa, perché il conto potrebbe essere salato.

È arrivata la bolletta del roaming telefonico

La soluzione proposta dagli sviluppatori olandesi di CrowdRoaming sembra una buona, pratica ed economica alternativa. Si tratta di intercettare altri utenti Android che abbiano installato l’applicazione. Più si diffonde l’idea e meglio è. E poi il funzionamento è semplice e trasparente. Chi usa CrowdRoaming apre la sua banda quando “gioca in casa” e dunque può condividerne una fetta con gli stranieri. Viceversa quando è all’estero riceve banda dagli “indigeni”. Do ut Des, gli antichi romani ci hanno fatto un impero su questo concetto.

Perché solo Android? Gli sviluppatori hanno avuto problemi a causa della rigidità del sistema operativo Apple ma non escludono in futuro una versione per iOS.

CrowdRoaming è la rete VPN dell’incontro casuale. I dispositivi mobili Android si incrociano, si riconoscono e si accoppiano. Consensualmente, è ovvio. E la sicurezza? Ci si scambia banda, non dati riservati. La tecnologia VPN garantisce la segretezza, dicono gli sviluppatori. Insomma, nessuno dovrebbe poter frugare nello smartphone e nel tablet dell’altro.  D’altronde la condivisione permea ormai la nostra vita in rete. Facciamo car sharing, bike sharing, house sharing. Un po’ di broadband sharing che male può farci?

CrowdRoaming è qui ad aspettarvi.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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