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La NSA ci spia con scrupolo: XKeyscore ha un server anche in Italia

Un bel pallino rosso anche su Roma, nella mappa dei 700 server sparsi in 150 località di tutto il mondo usati dalla NSA statunitense per penetrare nei database di motori di ricerca e servizi email, ricostruire e verificare tutta l’attività su internet di ogni singolo individuo, fin dalla sua prima presenza in rete. Il documento pubblicato dal britannico Guardian, grazie alla primula rossa Edward Snowden, aggiunge un macigno a quanto sapevamo già: ci spiano ovunque e sempre, appena ci affacciamo sul web o scriviamo e riceviamo mail. L’intelligence americana fa pesca a strascico, certo, mica vuole spiare noi e voi in particolare. Con il sistema XKeyscore appena rivelato, però, è in grado di mettere sotto la lente ogni singolo pesciolino finito nella sua rete.

 

I 700 server usati dalla NSA per il sistema Xkeyscore

I 700 server usati dalla NSA per il sistema Xkeyscore. C’è un pallino rosso anche sull’Italia

 

Lo scandalo si allarga. Sfogliando le pagine del manuale NSA, datato 25 febbraio 2008,  ci si rende conto che il sistema ha operato e opera senza alcuna autorizzazione giudiziaria. Neanche della cosiddetta “corte segreta” di tre magistrati statunitensi prevista dal Foreign Intelligence Surveillance Act, la legge del 1978 che indica le procedure per la sorveglianza fisica ed elettronica. XKeyscore si avvale di 700 server dislocati in tutto il mondo e sono alla sua “attenzione” i database di posta elettronica, Facebook, Twitter, Google e Yahoo!.

Scrive il Guardian che XKeyscore è il programma di “più ampia portata” per lo sviluppo di intelligence dal web. Lo stesso Snowden ne aveva sottolineato l’incredibile potenza in una recente intervista: “Io, seduto alla mia scrivania potrei intercettare chiunque, voi o il vostro commercialista, o un giudice federale o anche il presidente, se avessi una sua mail personale”.

XKeyscore è Digital Network Intelligence (DNI), cioè un software capace di intercettare in tutto o in gran parte l’attività di un utente in rete, e dunque anche il contenuto delle mail, i siti web ricercati o visitati. Metadati, certo, ma la NSA può utilizzare XKeyscore e gli altri sistemi a disposizione anche per “soffermarsi” su un singolo utente e monitoralo in ogni suo passo online.

E pensare che Snowden è stato smentito e sbugiardato da Washington. Il presidente repubblicano della commissione vigilanza sull’intelligence, Mike Rogers, aveva detto che la “talpa” (tuttora costretto a vivere nell’aeroporto di Mosca, in attesa di asilo politico in Sudamerica) mentiva perché “è impossibile fare quello che lui diceva di poter fare”. Invece, sottolinea il Guardian, i testi di formazione del personale della NSA dimostrano come XKeyscore permetta agli analisti di estrarre dai database delle agenzie enormi quantità di informazioni compilando un semplice modulo dalla loro postazione di lavoro fornendo una giustificazione vaga per la ricerca. Questa richiesta non sarebbe sottoposta a nessun esame preventivo di un tribunale o di personale di alto livello della NSA “prima di essere elaborata”.

Un’altra buccia di banana per l’amministrazione Obama, che in questi giorni aveva cercato di gettare acqua sul fuoco dello scandalo declassificando un ordine segreto emesso dalla Foreign Intelligence Surveillance Court per ottenere da una compagnia telefonica i dati telefonici.

La slide della mappa di XKeyscore, a pagina 6 del manuale, non è molto dettagliata. Il pallino rosso sembra puntato su Roma, ma non è detto che il server spione sia ubicato proprio nella capitale o altrove. Poco importa, d’altronde. Sarebbe molto più interessante sapere quali e quante informazioni riservate sia in grado di captare.

Di certo la notizia dovrebbe impensierire il Garante italiano per la protezione dei dati personali. Il 6 giugno scorso, quando ancora non si conosceva la portata dello scandalo NSAgate, il presidente dell’Autorità, Antonello Soru, aveva detto di essere preoccupato per “l’azione della National Security Agency statunitense, che a quanto si apprende avrebbe raccolto tabulati telefonici di milioni di cittadini, probabilmente non solo statunitensi”. Allora si parlava soltanto di tabulati telefonici.

Un giochetto da bambini, in confronto a XKeyscore.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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