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Sicurezza dei documenti: l’Italia snobba la tecnologia adottata per la Green Card americana

Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) degli Stati Uniti riconferma l’utilizzo della banda a memoria ottica, in uso dal 1996 ed a regime dal 1998, per la nuova generazione di Green Card. L’emissione del nuovo documento è iniziata il 10 Maggio 2010. E’ il documento più sicuro al mondo: in dodici anni nessun tentativo di contraffazione è mai andato a buon fine grazie alla tecnologia della banda a memoria ottica. L’Italia ha invece snobbato questa tecnologia, escludendo la banda ottica dal nuovo Permesso di Soggiorno Elettronico.

La nuova Green Card americana

Il governo Americano con oltre 20 milioni di card emesse riconferma la banda ottica quale elemento chiave per la sicurezza del nuovo permesso di soggiorno per gli USA (Green Card). La nuova Green Card integra anche un microchip contact-less (RFID) alla stregua di quanto indicato dall’Unione Europea per i nuovi Permessi di Soggiorno, anche se con funzionalità diverse. 

Le ragioni di questa scelta sono da ricercarsi nel livello di sicurezza dato dalla tecnologia ottica, nella rapidità ed efficacia dei processi di identificazione “a vista”, nel basso costo,  e nell’intrinseca capacità di essere immune alle falsificazioni e contraffazioni, protezione che non ha mostrato alcuna obsolescenza tecnologica a differenza delle tecnologie elettroniche che,  in poco tempo, vedono i propri sistemi di protezione aggirati, come evidenziato quotidianamente da news e da casi anche di rilevanza internazionale.  

E’ invece di grande preoccupazione – come si evince dalle interrogazioni parlamentari presentate sull’argomento(**) – leggere che il Decreto Ministeriale pubblicato il 28 gennaio 2010 sulla Gazzetta Ufficiale, relativo al Permesso di Soggiorno Elettronico (PSE) ed emesso per rispondere ad una procedura di infrazione della Comunità Europea, non preveda più la banda ottica. La Comunità Europea non ne aveva chiesto l’eliminazione ma, al contrario, ne aveva suggerito e approvato l’utilizzo tra gli elementi di sicurezza addizionali. Gli USA, invece, riconfermano la banda ottica nella Green Card in un formato ancora più efficace in quanto consente una maggiore leggibilità dell’ologramma. 

La Frost & Sullivan, prestigiosa società internazionale di consulenza, definisce oggi, nell’ambito di uno studio sui documenti governativi di identità, che la Green Card con la banda ottica è il documento di identificazione più sicuro al mondo. 

L’impiego nel Permesso di Soggiorno Elettronico e  nella Carta di Identità Elettronica come documenti di identificazione –  grazie alla banda ottica che consente l’identificazione certa e immediata a vista –  non richiede costosi investimenti in infrastrutture, reti e apparecchiature, sia per l’emissione che per le verifiche sull’identità. 

Gli Stati Uniti, proprio grazie alla banda ottica, hanno minimizzato il costo degli investimenti complessivi necessari per garantire la possibilità di controllo sicuro degli aventi diritto al permesso di soggiorno. 

Le soluzioni basate su importanti infrastrutture, reti e apparecchiature, oltre ad essere molto più costose, hanno tempi elevati di  copertura geografica del territorio ed anche tempi più lunghi a livello di ogni singolo intervento di controllo eseguito dalle forze dell’ordine. 

Non è possibile infatti compromettere la sicurezza sul PSE e, allo stesso tempo, controllare correttamente l’immigrazione e  combattere il terrorismo. Appare irrazionale abbandonare una tecnologia approvata e suggerita dalla Comunità Europea(*), presente già sul territorio con diversi milioni di esemplari, perfettamente funzionante e che consente a basso costo un’identificazione rapida, certa ed immediatamente operativa, senza dover attendere la realizzazione di infrastrutture, che in tanti progetti si sono rivelate l’anello fragile e di maggior impatto economico, anche e soprattutto per la rapida obsolescenza dell’elettronica. 

(*) L’Unione Europea ha fornito le caratteristiche di sicurezza di base per i permessi di soggiorno elettronici, raccomandando a tutti gli Stati Membri (con la Decisione CE 3770/2009) di elevare il livello di sicurezza aggiungendo elementi a scelta fra quelli suggeriti, con particolare riferimento ad una replica dell’immagine del volto sul retro del documento.

Nel caso specifico del nuovo modello di PSE  (DM 28.01.2010), attualmente in produzione seppure con alcune criticità, non solo è stata eliminata la banda a memoria ottica che includeva ben cinque fra gli elementi di sicurezza indicati dalla UE (replica della fotografia e dei dati del titolare, micro-immagini, dispositivo laser otticamente variabile, dispositivo di memorizzazione dei dati, struttura di sicurezza verificabile a macchina), ma non è stato inserito nessun nuovo elemento di sicurezza complementare rendendo il PSE un documento di facile contraffazione.

 

(**) interrogazioni parlamentari:

On. Francesco Nucara:

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=26014&stile=6&highLight=1

On. Giuseppe Fallica:

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=17099&stile=6&highLight=1

 

On. Mario Gasbarri:

http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/43508

 

 

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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