Come direbbe un bravo cronista, tre episodi analoghi non sono più un fatto casuale ma un trend. Dal 13 settembre a oggi – per la terza volta – le guardie di finanza sono entrate nelle redazioni dei giornali e nelle abitazioni dei giornalisti per sequestrare documenti e computer. Oggi è toccato di nuovo all’Espresso, per
Ci risiamo. Questa volta le guardie di finanza sono andate a casa di Fiorenza Sarzanini e Guido Ruotolo e nelle redazioni dei rispettivi giornali, Il Corriere della Sera e La Stampa. Perquisizioni e sequestro di documenti e computer. Pochi giorni fa era toccata la stessa sorte a Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, cronisti dell’Espresso.
Strano paese davvero. C’è chi da vent’anni avvelena la Campania con i rifiuti tossici e agisce quasi indisturbato. Ci sono poi giornalisti che indagano e vanno a finire sotto inchiesta. E’ successo a Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, cronisti dell’Espresso. Guardie di finanza nelle redazioni dei giornali. Non è un bel vedere, da paese
Sono appena rientrato e già raccolgo perle. Da un servizio del TG2 delle 20.30, stasera: “…il giro di vite contro la prostituzione del governo…”. Corto circuito grammaticale o eversione?
Il 4 luglio vi avevo raccontato l’avventura giudiziario-kafkiana dello storico siciliano Carlo Ruta, condannato per stampa clandestina. Il suo blog, Accadde in Sicilia, è stato oscurato dal Tribunale di Modica l’8 maggio scorso. Adesso sono state depositate le motivazioni della sentenza, che vi propongo integralmente.
“Come ci si sente”? Nonostante la serietà della situazione, né Mikael né i giornalisti più anziani riuscirono a fare a meno di sorridere a fior di labbra alla domanda.
Zeng Jinyan (曾金燕), la blogger cinese più famosa è sparita nel nulla dal 7 agosto. Ha solo un anno in più di Michael Phelps. Suo marito Hu Jia (胡佳), ha già subito pesanti condanne per articoli ritenuti “sovversivi”.
Dal blog di Pino Scaccia, in diretta dalla Georgia: …..Sale a cinque il bilancio delle vittime tra i giornalisti che seguono gli scontri tra le truppe russe e l’esercito georgiano nella guerra scoppiata venerdì scorso nella regione del Caucaso: Levent Ozturk, reporter. Guray Ervin, operatore. Grigol Tchikhladze, del settimanale Russia Network. Alexandre Klimtchouk, dell’agenzia di
Una volta, in tempo di guerra, c’era un tacito rispetto degli uomini in armi nei confronti dei giornalisti. Per carità, cronisti ne sono morti a centinaia, su ogni campo di battaglia, ma spesso colpiti non intenzionalmente. La parola PRESS scritta sui cofani e sui tettucci delle auto era un piccolo deterrente. Da qualche anno sembrano
Stan Storimans. Si chiamava così il telecineoperatore della rete olandese RTL ucciso a Gori, in Georgia, mentre con la sua telecamera stava documentando l’assalto delle truppe russe alla città. L’auto dalla quale era appena sceso è stata bersagliata dalle schegge di un proiettile di artiglieria. Con lui c’era l’inviato Jeroen Akkermans, che è stato ferito
Oggi, dal blog di Pino Scaccia: “La situazione qui in città è molto pesante. E’ un cannoneggiamento senza fine. La gente non ha dubbi, ha appena la forza di dire: questa è guerra. Io stavo progettando di andare via domani, un’auto mi aspettava per le cinque di mattina, ma non sono più sicuro che mi