Il refuso è sempre in agguato. Ne è consapevole chiunque scriva per professione. Un tempo, nei giornali e nelle case editrici, c’erano correttori di bozze e proto a rimediare ai danni della fretta e della superficialità. Oggi quei paracadute non ci sono più e gli errori tracimano, sulla carta e sul web. I grandi giornali
John D. McHugh è un fotogiornalista di razza che non disdegna gli scatti con l’iPhone quando è in gioco la sua vita e le circostanze non permettono alternative. McHugh, che prima di essere ingaggiato dall’AFP ha lavorato per l’Associated Press e The Guardian, si è stancato di vedere le sue foto in giro per il
George Orwell, zio Michele di Avetrana, Noam Chomsky, i movimenti Occupy, Guy Fawkes e Alan Moore. C’è un fil rouge che li accomuna: il brano musicale – in rete dal 5 novembre scorso – che l’autore del romanzo a fumetti, diventato poi l’indimenticabile film V for Vendetta, ha dedicato a Occupy London. Alan Moore canta
Eccoli lì, un esercito di candidati con la mano testa a chiederci un voto. Diamoglielo, perché siamo cittadini e non possiamo sottrarci al diritto/dovere costituzionale, ma facciamola pesare, la nostra crocetta sulla scheda elettorale. Chi sei? Cosa hai fatto? Cosa farai? Quali strumenti di conoscenza abbiamo? Da qualche tempo frequento Openpolis, sito unico nel suo
Può essere simpatico (a pochi), antipatico (a molti), scomodo (a tutti), ma Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, non è uno che le manda a dire. In questi anni si è battuto come un leone in difesa dei giornalisti precari. All’inizio era isolato (anche deriso), poi ha raccolto numerosi compagni di strada e alla fine
Notizie gratis sui quotidiani digitali addio. Con Edicola Italiana è cominciato il conto alla rovescia verso i paywall, cioè sistemi di pagamento delle news online. Il progetto è stato avviato a marzo, ma ci sono voluti sei mesi per arrivare alla firma dell’accordo. Gli editori italiani si sono ispirati ai colleghi francesi per dare vita
Così il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro, risponde a uno studente che gli chiede consigli per diventare giornalista. Mi sembra “la madre di tutte le risposte” e – poiché molti ragazzi mi pongono la stessa domanda – d’ora in poi suggerirò questo link (ho atteso che in edicola arrivasse il nuovo numero del settimanale, per copiare e
Google mette a disposizione otto borse di studio per il Journalism Fellowship 2013, destinate a a chi vuole confrontarsi con il giornalismo investigativo e le nuove frontiere della professione (open data journalism, online freedom of expression, new business models for the industry). Il termine per la presentazione delle domande è il 31 gennaio 2013. Ogni singola borsa
12 settembre 2012, primo giorno di scuola. Così parlò il ministro per l’istruzione, Francesco Profumo: “…Per le quattro Regioni della Convergenza (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria) l’intervento è ancora più capillare e prevede, finora, il coinvolgimento di 2.128 scuole (il 64,5% del totale) nelle quali sarà assegnato un tablet ad ogni insegnante. Il finanziamento complessivo
Ci sono giornalisti e blogger che rischiano la prigione e la pelle, per raccontare cosa accade nel loro paese. Da oggi Reporters sans frontières mette a loro disposizione un canale di comunicazione digitale criptato per trasmettere articoli, foto, video e documenti altrimenti vietati in patria. L’organizzazione li pubblicherà dopo una scrupolosa verifica delle fonti. Il
No, il caffè l’iPad (ancora) non lo fa, ma se sei un giornalista alla ricerca di applicazioni gratuite (o poco costose) per scrivere e fare interviste, ecco qualche suggerimento. Cinque strumenti duttili e potenti per gestire appunti e file sonori. Si chiamano Dragon Dictation, Penultimate, QuickVoice Recorder, SoundCloud, SoundNote.