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Yes Icann! Internet è un po’ meno americana

Da ieri internet è un po’ meno americana. L’amministrazione Obama ha appena liberato della tutela a stelle e strisce l’organismo che governa la rete mondiale. L’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) non ha mollato del tutto la presa, ma comunque adesso dovrà tenere conto dei suggerimenti forniti da quattro commissioni internazionali di supervisori.

il governo di internetIl cambiamento era nell’aria. Il governo statunitense temeva che, prima o poi, Russia, India e Cina creassero infrastrutture di rete indipendenti. Pressoché sconosciuta agli utenti, l’Icann svolge un ruolo fondamentale. Assegna le estensioni di dominio nazionali (il .it, ad esempio) e commercializza le altre (.com, ad esempio). Senza dominio nazionale non c’è neanche nazione. E viceversa, come insegna il caso Yugoslavia.

Finora l’organismo è stato sotto il controllo del Ministero della giustizia della California e del Dipartimento federale del commercio. Il cambiamento arriva alla vigilia di scadenze importanti per il futuro di internet. Innanzitutto la migrazione dal vecchio protocollo IPv4 al IPv6, che permette un numero quasi infinito di nuovi indirizzi (quelli su IPv4 si stanno esaurendo). Poi il via libera alla babele di lingue e alfabeti, perché ormai il web parla (e scrive) anche cinese, indiano e arabo.

L’amministrazione Obama, particolarmente attenta al mondo digitale, non poteva resistere oltre alle pressioni del resto del mondo, a cominciare dall’Unione Europea. Maggiore neutralità della rete, dunque, ma non è detto che ci sia maggiore democrazia. Certo non ci si possono aspettare lezioni dal governo cinese, che tiene sotto stretto controllo (con la censura e la repressione del dissenso) i suoi trecento milioni e passa di utenti.  internet governance

La partita, comunque, non è chiusa. Vanno definiti ruoli, nazionalità e responsabilità dei componenti delle commissioni di supervisione. Saranno determinanti, per questo, gli appuntamenti di fine ottobre a Seoul (Icann meeting) e di metà novembre a Sharm-el-Sheik (Forum per la governance di internet).


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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