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Quasi quasi mi faccio un drone

Quasi quasi mi faccio un drone. Non dico come quello che gli iraniani hanno fregato agli americani e che adesso stanno smontando pezzo pezzo per impadronirsi dell’insita tecnologia. Dico un drone fai-da-te, con tanto di GPS e video-fotocamera da telecomandare con iPhone e Android, semmai per perlustrare le strade alla ricerca di un parcheggio, seguire quatto quatto le mosse del fidanzato/fidanzata e vedere se davvero va dal barbiere/parrucchiere, da affidare al servizio d’ordine di una manifestazione per individuare black bloc rintanati e pronti a far casino e mandare in vacca la protesta pacifica, da piazzare in overing sul camino, per pizzicare Babbo Natale che vi si infila con il suo sacco. Butto lì qualche idea. Ne avrete senz’altro di migliori.

L’idea di costruire droni a basso costo è del direttore di Wired USA, Chris Anderson, innovatore geniale, sempre un passo avanti sugli altri a cogliere nuovi mercati. Ebbene, Chris è cofondatore della 3D Robotics, che vende legalmente pezzi da assemblare per costruire droni. Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche, a partire da 310 euro. Bloomberg ha preso sul serio la start up, tanto da dedicarci un video:

 

http://bloom.bg/vDDw6z#ooid=xkcmw0MzoovIeeBHoQm5z7F7iaAVisr-

 

L’azienda di Chris Anderson propone un sistema open source per permettere agli inventori di migliorare il sistema e già stanno nascendo siti di appassionati, come DIY Drones. In Europa c’è Parrot, con il suo AR.Drone, che si guida anche con iPad e costa meno di 300 euro:

 

 

A proposito, c’è anche da far soldi, se non si hanno remore morali nel collaborare con il Pentagono. La difesa americana ha infatti lanciato un concorso di idee per realizzare droni da far usare ai suoi militari. In ballo ci sono centomila dollari.

Il drone RQ-170 Sentinel nelle mani degli iraniani

 

Fonti: Wired USA, Bloomberg, Le Monde.

 


Twitter: @pinobruno

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  • Tra il serio e il faceto (ma più verso il serio) un drone in grado di ricevere dal meritorio sito evasori.info le coordinate GPS, e indirizzarvisi, mi interesserebbe. Come funzionerebbe? Così: la circoscrizione, o il piccolo comune, o il comitato di quartiere anti-evasione (che sono pronto a costituire) avrebbe il suo drone pronto al decollo o, nelle serate di movida, già in volo. Quando un solerte residente – o visitatore – esasperato dalla ripetuta visione dell’evasione fiscale all’opera, decide che ne ha abbastanza e segnala un esercizio commerciale a evasori.info (o a tassa.li) il sito trasforma l’indirizzo in coordinate geografiche e le spedisce alla circoscrizione (o comitato) che le trasmette al drone e quello va lì e scatta le sue foto, lampeggia un codice di ammonimento, e si ritira. La circoscrizione fa il resto, con le sanzioni o   con la comunicazione sociale.

    Va be’, sembra uno scherzo ma, visti i modici prezzi segnalati sul tuo post, in presenza di un progetto di massima  fatto bene (anche  sotto il profilo normativo)  e se non sono l’unico finanziatore, sono disposto a investire mille euro.

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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