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Apple: ispettori nelle fabbriche digitali degli schiavi umani

Chissà, uno pensa che ormai nelle fabbriche ci siano i robot a fare i lavori duri e i turni massacranti. E invece no. Negli stabilimenti che sfornano i miracolosi gadget dell’era digitale i miracoli li fanno ancora gli operai. Nelle fabbriche cinesi che operano per Apple, poi, gli operai vanno addirittura in Paradiso. Si, come nel film di Elio Petri. Solo che qui salgono sui tetti e si buttano giù. E’ una storia vecchia quanto il mondo.  Sarà pure uno stereotipo, ma è anche per questo che i titoli della Apple hanno raggiunto il valore di 502,48 dollari ciascuno. Roba da staccare un dividendo alle vedove, ma la multinazionale più ricca del mondo non ci pensa nemmeno. Per placare l’indignazione globale, manda gli ispettori a ispezionare. Non i suoi, che non vedrebbero nulla di strano, bensì quelli indipendenti della Fair Labor Association.

 

La FLA è un’organizzazione internazionale per i diritti umani con sede a Washington. Ieri c’è stato il primo sopralluogo nello stabilimento Foxconn di Schenzhen. Altri seguiranno, anche a Taiwan, dove ci sono altre aziende che lavorano per la Mela. I risultati saranno pubblicati a fine marzo sul sito della Fair Labor Association.

In 2011, the FLA worked with Apple to assess the impact of Apple’s training programs which help raise awareness of labor rights and standards among workers in its supply chain. Like all new affiliates, Apple will align its compliance program with FLA obligations within the next two years.

Il successore di Steve Jobs alla guida di Apple, Tim Cook, fa la colomba. Dice di credere che “i lavoratori in tutto il mondo abbiano diritto a un ambiente di lavoro sicuro e confortevole”. “le ispezioni – aggiunge – non hanno precedenti nel settore dell’elettronica.”

L’iniziativa stabilisce un precedente importante sul mercato globale, a cui i sindacati internazionali potranno appellarsi in altri casi di “delocalizzazione” dove siano in discussione diritti fondamentali di civiltà (Edoardo Segantini, Il Corriere della Sera, 14 febbraio 2012).

Gli ispettori della FLA verificheranno le condizioni di vita, lavoro, salute, e poi orari, dormitori, filiera produttiva.

Per più di un anno Apple ha ignorato i risultati delle inchieste giornalistiche, poi la pressione è aumentata. La settimana scorsa ci sono state manifestazioni davanti agli Apple Store di New York, Sydney, Londra e altre città di tutto il mondo.

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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