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Da Marte in diretta il nostro inviato Curiosity

Se sulla terra si atterra, sulla luna si alluna, su Marte si ammarta? Disquisizioni. Quel che conta è che lunedì 6 agosto alle 07.31 (ora italiana) potremo seguire in diretta gli ultimi due minuti della manovra di discesa del robot-laboratorio Curiosity su Marte. Evento storico e scientifico. In realtà passerà un po’ di tempo affinché le immagini rimbalzino fino a noi da 250 milioni di chilometri di distanza. Dal momento dell’ammartaggio, il segnale radio impiegherà 13 minuti e 46 secondi per raggiungere la terra. Ci si potrà collegare a questo link del canale Nasa su Upstream, mentre per avere idea del tempo esatto, qui c’è il countdown ufficiale, ovvero il Curiosity Clock, in alto a destra della pagina dedicata al Mars Science Laboratory.

Il countdown sul Curiosity Clock

Cosa ci va a fare Curiosity su Marte? “Quando ci poseremo, comincerà un’era completamente nuova nell’esplorazione della superficie di un altro pianeta“, dice il capo del team scientifico dell’Istituto di tecnologia della California, John Grotzinger.

E’ un bel bestione, il robot-laboratorio, “tre volte più pesante e due volte più largo dei rover Spirit e Opportunity che atterrarono nel 2004, e trasporta strumenti scientifici più avanzati rispetto a quelli di qualunque altra missione sul pianeta rosso, forniti dalla comunità internazionale”[1].

 

Il laboratorio è lungo 3 metri e pesa circa 900 kg, di cui 80 kg in strumenti scientifici. Il robot è in grado di aggirare gli ostacoli e si muove con una velocità massima di 90 metri l’ora in navigazione automatica, tuttavia si prevede che ragionevolmente la velocità media sia di circa 30 metri l’ora. Durante i due anni di missione, viaggerà almeno per 6 km.

 

 

Alimentazione: Curiosity è dotato di un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG), come i precedenti lander Viking 1 e Viking 2 nel 1976.

Comunicazioni: Curiosity sarà in grado di comunicare con la terra in due modi: grazie a un trasponder operante nella Banda X, che gli permetterà di comunicare direttamente con la Terra, oppure grazie ad una antenna UHF, per comunicare attraverso i satelliti in orbita intorno a Marte, in particolare il Mars Reconnaissance Orbiter. La seconda modalità di trasmissione sarà tuttavia quella più utilizzata poiché i satelliti hanno maggiore potenza di trasmissione ed antenne più efficienti. La velocità di trasmissione diretta dei dati è compresa tra 0.48 e 31.25 kbps (circa la metà di una connessione con modem analogico); comunicando invece con i satelliti, la velocità è notevolmente superiore: compresa tra 125 e 250 kbps. Sarà poi il satellite a occuparsi della trasmissione dei dati verso la Terra.[2]

Il Mars Science Laboratory è stato lanciato il 26 novembre 2011.

Tutti i dettagli dell’operazione sono nelle sessantuno pagine pdf del press- kit reso disponibile dalla Nasa.

 

PS del 6 agosto. Tutto ok, Curiosity ha centrato il bersaglio. Atterraggio – pardon, ammartaggio– riuscito! Scrive la Reuters: “La gigantesca sonda robotica ha seguito una procedura mai sperimentata prima: e’ entrata nell’atmosfera marziana decelerando velocemente e aprendo il paracadute, che poi e’ stato espulso andandosi a schiantare a circa 150 metri dalla Curiosity. Grosso e pesante come un’auto ‘Smart’, il robot ha un reattore nucleare che alimenta, oltre ai laboratori di analisi a bordo, anche un laser capace di vaporizzare la roccia fino a 7 metri di distanza per analizzarne la composizione…“.

 

Nuovo PS. E’ italiana una delle componenti chiave di Curiosity, il rover-laboratorio della Nasa realizzato nell’ambito della missione Mars Science Laboratory (Msl) e atterrato oggi su Marte. Si tratta dell’ Asic Rems, un sofisticato microchip in grado di resistere alle radiazioni e alle temperature estreme del pianeta rosso che e’ stato installato all’interno della stazione meteorologica di monitoraggio del rover e che registrera’ i parametri ambientali (vento, umidità, temperatura), dando un prezioso contributo ai risultati della missione. Il microchip e’ stato progettato e realizzato negli stabilimenti di Modugno (Bari) e di San Pietro a Grado (Pisa) della Sitael, azienda aerospaziale della holding Angelo 2 che fa capo all’imprenditore di Monopoli (Bari) Angelo Pertosa. La Siatel – riferisce una nota – e’ l’ unica azienda italiana partecipante al progetto della Nasa e ha gia’ partecipato con successo a numerose missioni internazionali: attualmente e’ coinvolta in nei più importanti programmi spaziali (fonte Ansa).

 

 



[1] Fonte: Wikipedia/Nasa

[2] Fonte: Wikipedia/Nasa


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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