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Libri scolastici solo di carta addio dice il MIUR

Altre pillole d’innovazione digitale per il mondo scolastico. Libri solo di carta addio. La circolare numero 18 del 9 febbraio 2012 del Ministero dell’Istruzione, firmata dal direttore generale Carmela Palumbo, non lascia spazio agli equivoci. Dal prossimo anno scolastico i libri di testo da adottare “nelle scuole statali di ogni ordine e grado” devono essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet. Pertanto, per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei”.

 

Domani a scuola

 

Inoltre, scrive il MIUR a uffici scolastici regionali, dirigenti e presidi, “i libri di testo in adozione dall’anno scolastico 2008/2009 devono essere sostituiti da testi in forma  mista o scaricabili da internet, nel caso in cui siano in forma interamente cartacea”.

Nella circolare “si richiama l’attenzione dei dirigenti scolastici sulla esigenza di programmare con congruo anticipo tutte le attività ricognitive,propedeutiche alla delibera del collegio dei docenti, soprattutto in ordine alla verifica della forma (cartacea, mista o scaricabile da internet) dei testi  attualmente in uso, al fine di individuare quelli che potrebbero essere confermati e quelli che necessariamente devono essere sostituiti.  Quindi, è opportuno che tale ricognizione venga effettuata  anche nelle more della acquisizione delle novità editoriali”.

Infine – scrive Carmela Palumbo, “le istituzioni scolastiche  provvederanno ad  affiggere all’albo dell’istituto  e a pubblicare nel proprio sito web e su Scuola in chiaro l’elenco dei libri di testo adottati, distinguendo i testi obbligatori di ogni singola classe/sezione da quelli consigliati, evidenziando che, per questi ultimi, l’eventuale acquisto non costituisce un obbligo, ma rientra esclusivamente nella libera scelta delle famiglie e degli studenti”.

 

Ieri a scuola

 

Il Ministero dell’Istruzione si adegua al trend mondiale sulla dematerializzazione dei libri di testo. Le multinazionali del mondo digitale – come Apple – si sono già attrezzate. Resta il problema dei supporti di lettura. Tablet o eReader? I primi sono ancora troppo costosi e dunque la scuola pubblica dovrebbe contribuire in qualche modo all’acquisto. Gli eReader in circolazione, poi, non hanno fatto ancora il salto di qualità tecnologico. Ci vogliono usabilità e interfaccia adeguata.

Infine i libri. La mera trasposizione dalla carta al bit non è sufficiente. Servono eLibri scolastici fatti da hoc per la didattica, realmente interattivi. Apple ci sta provando negli States, con iBooks Author.  In Italia non si vede altrettanto fermento da parte dell’editoria scolastica.  


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  • Gl Cesari

    Circa una settimana fa, Amazon aveva annunciato la disponibilità di un tablet low-cost venduto a solo 199 dollari. La soluzione Amazon prende il nome di Kindle Fire e, ovviamente, conta di ottenere un discreto successo proprio grazie al prezzo contenuto. In un periodo economicamente infelice come quello in cui siamo coinvolti in questo momento tuttavia, la corsa al low-cost non è mai finita e, anzi, vede il continuo accumularsi di concorrenti.
    A solo sette giorni di distanza da Kindle Fire compare quindi online Aakash, un tablet di origini indiane che si distingue per diverse ragioni. La prima di queste, come per Kindle Fire, è proprio il prezzo, decisamente fuori dalla norma e che si attesta a 35 dollari, circa 26 euro.
    Strettamente voluto dal governo indiano, Aakash (che in hindi significa cielo) avrà il difficile compito di sensibilizzare la popolazione riguardo alla tecnologia e, in particolare, al mondo del web. Già da anni, il governo di New Delhi insegue infatti il sogno di dotare ogni bambino di un pc o comunque di un dispositivo che permetta di accedere nel modo più semplice possibile alla rete.

    Il tablet per il momento sarà destinato così solo agli studenti ma è previsto a breve il lancio anche nei negozi ad un prezzo al pubblico che dovrebbe aggirarsi intorno ai 60 dollari. “I ricchi hanno accesso al mondo digitale, i poveri e le persone normali ne sono esclusi: “Aakash” metterà fine a questa divisione digitale”, queste le parole del ministro dell’educazione e delle telecomunicazioni indiano che, orgoglioso, ha più volte sottolineato l’origine indiana della soluzione.
    Nonostante lo sviluppo sia stato affidato a una società inglese, l’assemblaggio è stato completamente appaltato a una fabbrica indiana. Prodotto inizialmente in 100.000 unità, il dispositivo è stato pensato per essere distribuito a una base di circa 10 milioni di studenti.
    Le caratteristiche tecniche sono, come intuibile, di fascia bassa e il gap nei confronti delle soluzioni più blasonate è abbastanza evidente ma, ovviamente, il contenimento dei costi,soprattutto se così marcato, costringe a dei sacrifici in termine di componentistica e assemblaggio.

  • Gl Cesari
  • Gl Cesari

    I TABLET ANDROID COSTANO POCHISSIMO INFORMATEVI MEGLIO

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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