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Voglio un robot spericolato che lavori per me

Un robot casalingo che lava i panni c’è già da tempo. Si chiama lavatrice. Un robot che lava i piatti c’è già. Si chiama lavastoviglie. Un robot che spazza (e lava) i pavimenti c’è già. Si chiama Roomba (o Vileda). Non c’è ancora un robot che stiri le camicie o lucidi le scarpe, ma è solo questione di tempo. C’è una voglia pazza di domotica e robotica. Persuadable Research lo ha chiesto agli americani e sessantotto su cento hanno risposto che si, un robot domestico lo vogliono eccome. Quarantotto su cento sarebbero pure disposti a chiedere un prestito, per acquistarlo.

 

Dal film “Robot and Frank” di Jake Schreier (USA 2012). Racconta la storia di un anziano che, mostrando i primi segni di Alzheimer, viene affidato dai figli alle cure di un efficientissimo robot umanoide.

 

I risultati del sondaggio farebbero felice Isaac Asimov, che nel futuro dei robot ha creduto anche quando era ancora fantascienza. In fondo le sue leggi della robotica sono applicate a tutti i marchingegni per uso civile. I robot militari, purtroppo, sono un’altra storia. Già, ma quali robot piacerebbero agli americani? In cima alla lista ci sono i lavori pesanti e la sicurezza. Servirebbero robot per spostare mobili e oggetti voluminosi e per impedire ai ladri di entrare in casa – hanno risposto gli intervistati – e poi macchinari per pulire le finestre.

Quarantasei americani su cento vorrebbero un robot per ricordare le cose da fare, un suggeritore, un badante delle memoria. Nulla di nuovo, in fondo. Patrizi e senatori romani avevano il nomenclator, lo schiavo che suggeriva nell’orecchio i nomi delle persone incontrate per strada, teneva conto degli appuntamenti e degli impegni. Quello che oggi, in parte, fa Siri, l’assistente vocale con pillole di intelligenza artificiale del nuovo iPhone 4S.

Tornando al sondaggio, molti americani (dodici su cento) vorrebbero robot per assistere i disabili, gli anziani (undici su cento), i bambini (nove su cento).

Già, ma come dev’essere il robot? Qui le risposte sono varie. Rotondo, quadrato, colorato, antropomorfo, con la voce maschile, no, femminile…

E il prezzo? Quello giusto dovrebbe essere compreso nei mille dollari. Quanto costa un computer portatile, più o meno.

Curiosando in rete, si scopre che sarebbero disponibili circa 300 robot “pubblici”. Basta scorrere la lista su MyRobots. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ho cercato quello per stirare le camicie. Purtroppo non lo hanno ancora inventato.

In compenso c’è questo magico smacchiatore portatile che si è aggiudicato il primo premio dell’Electrolux Design Lab. Un robottino a prova di patacca.

 

 

 

Fonti: Persuadable Research, Mashable, MyRobots, PRWeb.

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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