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Liberalizzazioni taxi senza ricevute fiscali e Antitrust

A proposito di liberalizzazioni, perché i tassisti non rilasciano ricevuta o scontrino fiscale? La risposta è qui: “I taxi sono esentati dall’obbligo di emissione di fattura o ricevuta fiscale ed inoltre il trasporto pubblico di persone in ambito cittadino non è gravato da IVA ( art.10 n°9 – DPR 633/1972). Su richiesta del cliente è consuetudine rilasciare una ricevuta in carta semplice“. L’Antitrust ha cercato più volte di far saltare tale privilegio, ma non c’è mai riuscita. Anche nel decreto sulle liberalizzazioni non vi è traccia di scontrino fiscale per i tassisti. Ricostruiamo le tappe.

 

 

Il 3 marzo 2004, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato scriveva ai Presidenti di Senato e Camera, al Presidente del Consiglio, al Ministro per gli Affari Regionali, alla Conferenza Stato-Regioni, alle Regioni e all’Associazione Nazionale Comuni d’Italia per rilevare le distorsioni della concorrenza che emergono, a livello nazionale, nella prestazione del servizio taxi. Quella segnalazione non è mai stata presta in considerazione.

L’ultimo tentativo dell’Antitrust è del 15 luglio 2011, con la segnalazione AS853 (al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e Finanze): “…L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato… intende presentare alcune osservazioni in merito alle norme relative all’esonero dall’obbligo di rilascio della ricevuta e dello scontrino fiscale per determinate categorie di contribuenti, con particolare riferimento alle prestazioni di trasporto rese a mezzo taxi… l’Autorità osserva che le disposizioni della normativa vigente appaiono presentare profili in contrasto con la normativa a tutela della concorrenza, di cui alla legge 287/90, nella misura in cui prevedono l’esonero dall’obbligo di rilascio di ricevuta o scontrino fiscale per la categoria degli operatori che svolgono servizio di trasporto passeggeri non di linea a mezzo taxi, a fronte dell’obbligo di rilascio di tali documenti fiscali per gli operatori che svolgono il medesimo servizio tramite NCC”.

Anche questa segnalazione è finita nel cestino della carta straccia.

Privilegi medievali? Potenza delle lobbies? Nemmeno le associazioni dei consumatori sono mai riuscite a venirne a capo.

E’ comunque un andazzo che fa comodo a molti, se si pensa che le aziende accettano i foglietti senza valenza fiscale che i tassisti rilasciano ai dipendenti in trasferta. Foglietti facilmente duplicabili e “auto compilabili”, che si presentano come rimborso spesa.

Ecco come si fa altrove, in Europa.

Questo è lo scontrino fiscale “parlante” di un tassista danese. E’ stato emesso da uno smartphone collegato a una piccola stampante. C’è tutto: nome del passeggero, orario e luogo di prelievo, orario e luogo di destinazione, chilometri percorsi, eventuali extra, totale della spesa, mezzo di pagamento (contanti o carta di credito).

 

 

 

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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