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Giovani InnovAttivi crescono e diventano format

Ricordate gli #InnovAttivi baresi? Dopo un anno di attività sono diventati così maturi da creare un format potenziale per “comunicare la comunicazione”. Giovani sì – tutti laureandi e laureati in Scienze dell’Informazione Editoriale, Pubblica e Sociale dell’Università di Bari – ma con le idee chiare e la testa sulle spalle. Per l’edizione 2015 si sono messi in cattedra e per tutto il giorno hanno fatto lezione, dimostrando di essere pronti per il mondo del lavoro. Comunicatori più convincenti di tanti comunicatori già in attività da molto tempo, grazie a “bravi maestri” come la professoressa Ileana Inglese.

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I campi d’azione? Quelli classici e quelli emergenti. Il giornalismo tradizionale e digitale, la scrittura, l’editoria, gli uffici stampa e le PR, la pubblicità, il marketing, l’etica, il web declinato in ogni forma e persino la musica e la danza. Il drone sulla cattedra e la stampante 3D all’ingresso stavano lì a dimostrare l’attitudine a esplorare nuovi orizzonti.

Curiosi, tenaci, umili, entusiasti ma consapevoli di muoversi in uno scenario professionale bastonato dalla crisi. Trovare un ingaggio retribuito – perché di proposte senza salario ne ricevono fin troppe – sarà impresa difficile ma non impossibile. Gli #InnovAttivi sono pronti, adesso si facciano avanti gli imprenditori coraggiosi. Ce ne sarà pure qualcuno! E poi le Pubbliche Amministrazioni, che di buona e corretta comunicazione avrebbero bisogno e invece si affidano ai raccomandati e ai mali arnesi sgrammaticati del sottobosco politico. Con gli esiti disastrosi che conosciamo.

Il format di #InnovAttivi è pronto per essere esportato. Vi presento i protagonisti:

cataldo“Voci da dentro: Il giornalismo carcerario”

di Francesca Cataldo

I giornali scritti in carcere sono attualmente una settantina e il fenomeno è in costante crescita. Online, cartacei, femminili, maschili, informativi, provocatori. Questi giornali scritti da detenuti e redatti con l’ausilio di volontari rappresentano un ponte che collega la società libera con quella reclusa; strumenti per portare fuori dalle celle storie, racconti, problemi, persone. La volontà di connettere chi sta “dentro” con chi sta “fuori” e di comunicare è visibile già dai nomi delle varie testate: Il Ponte (Massa), Espressioni dal dentro e dal fuori (Lucca), Il Cammino (Secondigliano), Ristretti Orizzonti (Padova), Non solo chiacchiere (Roma). Essi, oltre ad informare sulle attività di redazione, presentando iniziative ed esperienze del giornale, hanno il compito di approfondire e fare riflessioni sulle problematiche con le quali i reclusi devono confrontarsi ogni giorno: sovraffollamento, salute, pena, istruzione, inserimento lavorativo, rapporti con il mondo esterno. Il racconto e la condivisione dell’esperienza personale permettono di avvicinare la società alla vita dei reclusi contribuendo a creare una percezione più umana del detenuto.

demarinis“Proposte di e-democracy dal World Forum Democracy”

di Giuseppe Demarinis

Nel corso degli ultimi anni Internet è diventato uno spazio stimolante per l’innovazione democratica. Ogni giorno siti partecipativi sono creati dai parlamenti, governi e autorità locali, permettendo ai cittadini di contribuire direttamente ai processi decisionali, per discutere le opzioni politiche in tempo reale, e quindi influenzare le decisioni prese dai loro rappresentanti. È questa la risposta alla cosiddetta “crisi della politica”, che si manifesta attraverso la disaffezione dei cittadini dai partiti politici e dai rappresentanti delle istituzioni?

 

 editoria“Libri progettati, venduti, letti: una ricerca del Laboratorio di Editoria Multimediale”

di Helga Montani, Massimino de Febe e Pasqua Giordano

Come nasce un progetto editoriale? Cosa attira maggiormente in una libreria? In che modo ogni libro crea una rete di letture? Tre lavori di gruppo svolti dagli studenti del Laboratorio di Editoria Libraria e Multimediale che indagano sul mondo del libro come passione e come lavoro.

visconti“Il femminile nella pubblicità degli stereotipi”

di Verdiana Visconti

La ricerca intende ricostruire l’immaginario femminile delle pubblicità dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri. L’obiettivo principale è stato quello di analizzare gli spot televisivi e i cartelloni pubblicitari in Italia, al fine di poter cogliere eventuali differenze oggi.  Gli spot pubblicitari utilizzano spesso stereotipi culturali e sociali ben radicati in noi, perché più rapidi da comprendere. Ma ci sono pubblicità che invece cercano di andare contro corrente?

vicenti

“Le opportunità del social media marketing per le PMI”

di Titti Vicenti

Diffidate dalle apparenze: nulla è facile come sembra, anche nel mondo dei Social media. Certo, chiunque è in grado di creare un profilo personale, ma qual è il discrimine tra ludico passatempo e strumento lavorativo? La qualità dei contenuti e non solo. Unabuon strategia digitale è imprescindibile per la diffusione di un brand. I piccoli-medio imprenditori potrebbero beneficiarne, ma ne ignorano i segreti, le potenzialità e il lavoro a monte. Illustreremo loro come massimizzare l’impatto del proprio business. 

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“Etica del giornalismo nell’era social”

di Ida Vinella

Nell’era digitale comunicazione è sinonimo di verità, pubblicità, propaganda, opinione. Non solo per gli esperti dell’informazione come i giornalisti, ma anche per i naviganti dei social network si parla di etica del giornalismo: la deontologia professionale incontra la netiquette, verso l’orizzonte di una media education e di un uso consapevole dei social. Quali sono le regole indispensabili per essere informati? Come è possibile riconoscere una vera notizia da una bufala? Fare giornalismo nell’epoca dei social non è per nulla semplice: bisogna riuscire a destreggiarsi tra guerre di click, flame wars e satira, fino ai suoi limiti più oscuri.

 avernaCrisis management nella comunicazione aziendale

di Vincenzo Averna

Quali sono i procedimenti aziendali che si attivano con l’avvento di una situazione di crisi? In questo caso esistono diversi tipi di approcci, interni ed esterni, come il rapporto con i media e i clienti. Per spiegarne gli aspetti più importanti, sono stati analizzati diversi case studies sull’argomento, sia dal punto di vista positivo che negativo. Tutto questo percorso porta alla nascita e alla necessità di nuove forme comunicative, basandosi sui concetti della Blue Ocean Strategy e del Guerrilla Marketing che verranno opportunamente spiegati nel corso dell’intervento.

lopez

Cyberdipendenze, i risvolti oscuri della rete”

di Mariadonata Lopez

Quali sono i lati oscuri della rete? E’ importante gettar luce su un fenomeno sociale attualissimo: il cyber bullismo e l’uso compulsivo dei mezzi tecnologici, soprattutto in una fase della vita delicata come l’adolescenza. Il focus dell’intervento prevede una narrazione dei maggiori episodi di cronaca, supportati dalle analisi scientifiche, che ci parlano di un fenomeno insidioso e tristemente in ascesa.

rociolaLa danza come ponte tra arte e vita”

di Rosalba Rociola

La danza è un linguaggio universale che non conosce confini e rappresenta un sistema di comunicazione fondato sull’uso del linguaggio non verbale che si concretizza con i movimenti del corpo. Partendo dallo sviluppo di un metodo per la trascrizione della danza e del movimento, si è affermata sempre di più la necessità di creare un linguaggio capace di “scrivere” la danza. Tale ricerca trova la sua piena formulazione in Rudolf Laban e nella sua Cinetografia: un sistema di trascrizione della danza assolutamente innovativo, dotato di una forte efficacia comunicativa e caratterizzato da una serie di simboli che descrivono i diversi movimenti del corpo.

Gli aspetti evolutivi della danza sono stati ottenuti negli ultimi anni grazie al contributo del coreografo Merce Cunningham. Egli intende la danza nella sua totalità, la congiunge con gli aspetti della vita quotidiana ed evidenzia la sua forma spettacolare, intesa come azione e come evento. Infatti, collaborando con il musicista John Cage, Cunnigham sviluppa il concetto di happening, spettacolo di una sola serata, unico e irripetibile, basato sull’unione casuale delle diverse forme artistiche, nel quale anche gli spettatori diventano partecipi.

di maggio“Il linguaggio universale della musica”

di Rosa Di Maggio

Nell’esperienza quotidiana di tutti è cosa comune ascoltare musica di vario genere con motivazioni differenti. Ogni scelta musicale converge verso la ricerca dello star bene, del sentirsi appagati sia fisicamente che mentalmente e questo fa sì che nessuno sia totalmente indifferente ad almeno qualche tipo di musica e che pratiche musicali ed esperienze emotive sembrino coinvolte in un binomio inscindibile. Come afferma lo studioso John A. Sloboda: “Il motivo per cui la maggior parte di noi prende parte ad attività musicali è dato dal fatto che la musica è capace di suscitare in noi emozioni profonde e significative che vanno dal godimento estetico per un costrutto sonoro, alla gioia o alla disperazione, al sollievo dalla monotonia, dalla noia, dalla depressione che le esperienze musicali quotidiane possono fornire”.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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