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I droni militari italiani a caccia di pirati e tagliagole dell’Isis

I Predator dell’Aeronautica Militare italiana – armati non di missili bensì di strumenti tecnologici per la sorveglianza e la ricognizione – sono a caccia di pirati e tagliagole dell’Isis. Gli equipaggi delle “Streghe” del 28° gruppo del 32° Stormo di base ad Amendola, in Puglia, sono impegnati da mesi nel Corno d’Africa e nella Penisola Arabica.  

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Lo scenario operativo riguarda anche il territorio nazionale, come prevede l’accordo siglato il 27 novembre scorso tra Aeronautica Militare, Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri. I Predator del 28° gruppo potrebbero essere infatti impiegati “per controllare manifestazioni, stadi, strade, autostrade e sorvegliare aree specifiche“. L’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi ha fatto aumentare le misure di sicurezza in tutta Europa e le forze dell’ordine potrebbero chiedere l’intervento dei droni in situazioni ed eventi particolari.

D’altronde è già successo. Nel 2007 i Predator hanno partecipato alla sorveglianza dall’alto del vertice intergovernativo Russia–Italia a Bari e, nel 2009, del G8 all’Aquila. Il magazine statunitense di strategia militare C4ISR & Networks scrive, citando fonti riservate, che i “droni” militari italiani avrebbero anche preso parte a operazioni di monitoraggio antimafia in Sicilia.

(Il reportage completo è su Tom’s Hardware)

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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