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eGovernment: la ricetta digitale

Il cittadino va dal medico di famiglia e si va visitare. Se c’è bisogno di farmaci, il medico compila la prescrizione sul computer e la invia online al sistema centrale. Il cittadino va in farmacia e consegna la sua Tessera Sanitaria (con microchip). Il farmacista mette la tessera nel lettore, legge la prescrizione e consegna i medicinali. Contestualmente il sistema centrale registra che il farmaco è stato fornito al cittadino. Non c’è burocrazia, né spreco di carta. Il controllo della spesa farmaceutica è minuzioso e costante. La Ricetta Elettronica non è un capriccio del ministro Brunetta, né una boutade da tecnomani. E’ adottata nella gran parte dei paesi evoluti.

In Estonia, ad esempio, la Ricetta Elettronica è in vigore dal primo gennaio 2010. Stesso sistema in Danimarca, dove la sanità pubblica è tutta digitalizzata. I risultati si vedono. Con la Ricetta Elettronica si risparmia denaro a vagonate (le stime per l’Italia sono di cinque miliardi di euro l’anno)  e si inibiscono le truffe ai danni del Sistema Sanitario nazionale, che da sempre alimentano le pagine di cronaca nera dei giornali. L’ultima, qualche giorno fa nel bergamasco.

Anche per questo il ministro Brunetta ha sollecitato il collega Tremonti a mettere a disposizione le risorse economiche per accelerare il processo di digitalizzazione della sanità.

Sul piano tecnologico – osserva Brunetta – è importante sottolineare che le infrastrutture ICT realizzate a livello centrale e regionale per l’attuazione di quanto previsto appaiono già in grado di supportare la nuova procedura (a partire dalle credenziali distribuite ai medici), richiedendo solo adeguamenti parziali in termini di collegamento e interazione con le farmacie e gli altri punti di erogazione dei servizi. Per questi motivi l’introduzione della ricetta digitale potrebbe prendere avvio in tempi ravvicinati previa elaborazione di un provvedimento attuativo che definisca nel dettaglio la nuova procedura, i servizi che saranno resi disponibili a medici, cittadini e farmacie e i tempi di diffusione sul territorio”.

I nemici della sanità digitale? Innanzitutto i burocrati della Pubblica Amministrazione, più a loro agio con timbri e carta bollata rispetto a tastiera e mouse,  e poi le corporazioni interessate. Senza dimenticare i truffatori e quella miriade di aziende che campano sul controllo manuale delle prescrizioni mediche.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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