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Giappone: la potente macchina di Google al lavoro

Fin dalle prime ore dopo il disastro, Google ha messo a disposizione della Protezione civile e dei cittadini giapponesi un pacchetto di strumenti digitali, che si stanno rivelando sempre più utili. Adesso – fa sapere il manager di Google per il Giappone, Nobu Makida – l’intervento di Google è stato potenziato e ottimizzato. Nuove mappe satellitari, mashup georeferenziati, ricerca delle persone scomparse, dei rifugi più vicini e altro ancora. Ecco la macchina di Google in azione:

Informazioni centralizzate


La pagina di risposta alla crisi adesso è in giapponese, inglese, cinese e coreano. In questa pagina sono concentrati i link a risorse preziose, numeri di emergenza, Persona Finder, orari dei blackout programmati, mappe e indirizzi di organizzazioni di soccorso che raccolgono le donazioni.

Poiché il novantatre per cento degli utenti di telefonia mobile in Giappone ha difficoltà di linea e carenza di banda a disposizione, è stata ottimizzata la pagina Crisis Response, per renderla più leggibile su una più ampia gamma di dispositivi.

Minamisanriku dopo lo tsunami

C’è anche questo QR Code per l’accesso immediato alle informazioni da smartphone e telefoni cellulari:

Entro le prime due ore del terremoto, è stato attivato il Person Finder, per consentire ai cittadini di inserire i nomi di chi cercano o hanno trovato. Ora è possibile cercare anche immettendo i numeri di telefono cellulare, per trovare corrispondenze. Anche Person Finder è stato ottimizzato per chi non smartphone.

Ci sono attualmente più di 250.000 nomi nel database (inclusi quelli condivisi dalla NHK, l’emittente televisiva nazionale) e ci sono state molte segnalazioni di persone che hanno trovato i loro parenti.

Per aiutare i cittadini ospitati nei rifugi, Google ha chiesto loro di scattare foto degli elenchi di nomi scritti a mano e di spedirle via mail. Le foto vengono automaticamente pubblicate su Picasa Web Album pubblico. Google sta usando la tecnologia di scansione per aggiungere manualmente i nomi in Person Finder, ma è un lavoraccio che non può essere fatto automaticamente dal computer, così si cercano volontari che conoscano il giapponese.

Immagini satellitari


Google lavora con i partner per le immagini satellitari GeoEye e DigitalGlobe per pubblicare continui aggiornamenti di immagini delle zone più colpite a. È possibile vedere queste immagini nel sito Google Earth KML , da sfogliare online tramite Google Maps o sull’album Picasa, che mostra i luoghi prima e dopo la catastrofe, ad esempio Minamisanriku e Kesennuma.

Il potente mashup geosatellitare messo a disposizione da Google per monitorare minuto per minuto la situazione in Giappone

Mapping


Si possono seguire gli sviluppi della situazione su nuove mappe. C’è quella dei blackout programmati, poi la mappa delle strade nuovamente transitabili , un mashup di Google Earth con nuove immagini satellitari. C’è inoltre una mappa (in giapponese e inglese ) con dati sulle zone di epicentro e localizzazione dei rifugi di evacuazione. In collaborazione con il quotidiano Mainichi, è stato pubblicato un elenco parziale di rifugi .

Traduzione


Si può usare Google Translate per il giapponese e 56 altre lingue. Si può incollare in qualsiasi testo o inserire l’indirizzo di una pagina web per la traduzione automatica. E’ stata appena rilasciata una prima versione sperimentale di Google Translate per Android in giapponese per aiutare chi non parla la lingua, ad esempio i soccorritori stranieri.

Donazioni


Per le donazioni c’è la pagina delle risorse Crisis Response. Tramite Google Checkout il cento per cento del denaro raccolto va alle organizzazioni di soccorso, non ci sono commissioni. Google ha anche donato di suo 250.000 dollari.

Twitter

Su Twitter si può seguire l’evoluzione della crisi giapponese, minuto per minuto, cliccando su @ googlejapan (i tweet sono per lo più in giapponese) o @ earthoutreach (per mappatura e immagini).

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Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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