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Internet Culturale: tesori italiani come non li avete mai visti

Cosa avrebbero dato, i ricercatori dell’era pre digitale, per sfogliare il “Missale Ottoniano” del X secolo, il manoscritto custodito nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze, oppure  il “Palatino 556” (Lancillotto) del XV secolo, con i suoi trecento disegni, oppure i 250 portolani e carte nautiche dal XV al XVII secolo. Sono alcuni dei tesori del patrimonio culturale italiano, digitalizzati e messi a disposizione da Internet Culturale, il catalogo rinato sul web.

Missale Ottoniano

Molte di queste opere erano già in rete, ma sparse qui e là, difficili da raggiungere prima dell’importante restyling del portale creato dal Ministero per i beni culturali, con la Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali e il diritto d’autore, e coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (Iccu) di Roma.

E’ un luogo di grande fascino, che ospita già una sessantina di collezioni, per un totale di otto milioni di file digitali. Ci sono immagini, testi e documenti sonori. La ricerca è agile e si può personalizzare, registrandosi sul sito, che offre uno spazio agli utenti per archiviare e condividere i risultati del lavoro fatto.

Manoscritto Palatino (Lancillotto)

Il portale è stato smontato, rimontato e adeguato alle nuove potenzialità dei motori di ricerca. Ce n’è per tutti i gusti, dai manoscritti altrimenti intoccabili ai fondi musicali di scuola napoletana,  con molti autografi della Biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, della Biblioteca del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, della Biblioteca dell’Accademia filarmonica romana, della Bibliomediateca della Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia, della Biblioteca della Fondazione Rossini di Pesaro.

Isole del Granducato di Toscana

Ci sono poi i corali miniati della Biblioteca dell’Abbazia di Montecassino, frammenti di Ars nova del Museo internazionale della musica di Bologna, codici musicali dell’Archiginnasio di Bologna, i codici miniati di S. Domenico conservati alla Biblioteca Augusta di Perugia, i volumi seicenteschi dei Balletti alla Corte Sabauda della Biblioteca nazionale di Torino, le raccolte di manoscritti di Gaetano Donizetti provenienti dalla Biblioteca civica Mai e dal Museo Donizettiano di Bergamo, la raccolta di manoscritti musicali Vivaldiani, di Benedetto Marcello, di Domenico Scarlatti, di Alessandro Stradella.

In catalogo anche le collezioni galileiane, con testi dello scienziato e dei suoi discepoli, e, per la letteratura, la collana ‘Scrittori d’Italia’, fondata nel 1910 e diretta da Benedetto Croce, dell’editore Laterza di Bari, con il quale è stato siglato un accordo per la pubblicazione in rete dei volumi.

Si può consultare ogni opera nel dettaglio, usando lo zoom sulle singole pagine. Per lanciare la nuova edizione del portale è stato realizzato anche uno spot.

La patria dei beni culturali dà una lezione, anche tecnologica, a Google Books. Proprio oggi Google Google ha firmato un accordo con la British Library per rendere disponibili online 250.000 testi pubblicati tra il 1700 e il 1870.  L’intesa riguarda le opere che non sono più coperte da diritti d’autore. Google ha accordi simili con le librerie di tutto il mondo. Il suo piano per mettere online milioni di titoli protetti da copyright è avversato dall’industria editoriale, ed è oggetto di una battaglia legale negli Stati Uniti. La British Library ha una collezione di 14 milioni di libri e di quasi 1 milione di periodici. L’anno scorso ha annunciato l’intenzione di digitalizzare fino a 40 milioni di pagine di giornali pubblicati negli ultimi tre secoli e mezzo.

(Grazie a ADNkronos)


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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