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Rete sotto assedio: ci risiamo con l’Hadopi all’italiana

In Francia hanno la legge Hadopi, in Spagna la legge Sinde, in Italia potremmo avere la legge Centemero, se la strampalata proposta di legge di un gruppo di parlamentari del PdL – prima firmataria la deputata Elena Centemero – dovesse essere approvata. Hadopi e Sinde sono leggi liberticide che – con la pretesa di combattere il fenomeno del download illegale di musica, film e eBook – trasformano i provider in sceriffi della rete e prevedono la chiusura dei siti. Nel caso francese, poi, c’è addirittura il taglio del collegamento a internet.

In Spagna la Ley Sinde travolta dalla satira (illustrazione dal sito http://www.ultimonivel.net/)

La proposta di legge Centemero + 18 – scrive Dario D’Elia su Tom’s Hardware – “è composta da due articoli che modificano i 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, in materia di responsabilità e di obblighi dei prestatori di servizi della società dell’informazione e per il contrasto delle violazioni dei diritti di proprietà industriale operate mediante la rete internet. Entrando nei dettagli si scopre che domani qualsiasi utente potrebbe subire la sospensione dei servizi Internet su semplice segnalazione dei rispettivi detentori di copyright o di un comune cittadino. La violazione del diritto d’autore, o marchi o brevetti su Internet potrà portare ad azioni coercitive al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziale”.

L’allarme in rete è partito da Stefano Quintarelli e rimbalzato sul blog del giurista Fulvio Sarzana.

Scrive il Quinta: “non ho capito se vogliamo l’hadopi anche in italia:la sospensione della fruizione dei servizi dei destinatari di tali servizi che pongono in esame violazioni dei diritti di proprietà industriale per evitare che siano commesse nuove violazioni della stessa natura da parte degli stessi soggetti”.

Sostiene Sarzana: “La norma che si vuole proporre cancella di un sol colpo l’azione della magistratura nel settore del diritto d’autore sul web, considera responsabili i provider civilmente e penalmente anche se non hanno responsabilità nella violazione (responsabilità oggettiva per fatti di terzi) e trasforma il semplice cittadino in un organo di polizia giudiziaria”. E conclude: “Questa norma si pone come completamento necessario della delibera AGCOM sul diritto d’autore in fase di emanazione. Dove infatti l’organo amministrativo non ha avuto il coraggio di spingersi, travolto dalle polemiche, (fatto che non ha però impedito allo stesso organo di suggerire però surrettiziamente al legislatore una modifica normativa in tal senso) ci prova un manipolo di deputati chissà se o da chi stimolati in tal senso“.

Paradossi nostrani. In Francia e in Spagna le leggi Sinde e Hadopi si stanno dimostrando fallimentari. Persino Apple è scesa in campo contro la Hadopi, mentre qualche giorno fa due avvocati spagnoli si sono fatti beffe della legge liberticida, con una dimostrazione pubblica della sua inutilità. In Germania, invece, il vento tira e tirerà da un’altra parte, grazie alla sorprendente e inaspettata vittoria elettorale del Partito dei pirati.

Hanno proprio ragione gli avvocati spagnoli David Bravo e Javier de la Cueva: “Si quieren legislar sobre tecnología, habrá que estudiar tecnología“.

Ovvero: “se si vuole legiferare sulla tecnologia, la tecnologia dovrebbe essere prima studiata.”


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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