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E adesso accendete la luce e scaldatevi col fotovoltaico

Polemizzare con il prof. Franco BattagliaNomen omen –  è davvero azzardato. Un umile cronista del web, microbo dell’informazione, contro un Luminare Della Scienza (tutto maiuscolo). E’ Battaglia persa in partenza. Oggi l’Esimio, dalle colonne del Giornale di Sallusti, scrive che se in Italia moriamo di freddo è colpa degli ambientalisti: “E adesso accendete la luce e scaldatevi col fotovoltaico”, gode il Battaglia. E aggiunge “Deciso no al fotovoltaico e deciso no all’eolico: gli impianti esistenti andrebbero smantellati, ché sono inutili, dannosi e costosi. No al petrolio, che non va bruciato per produrre elettricità. E no, deciso no, ai rigassificatori. Sì al nucleare, che va riavviato. Sì al carbone, il cui uso va incrementato. Ni al gas: urgerebbe ridurne l’uso”.

 

 

No al fotovoltaico e all’eolico, dunque, scrive il Battaglia che, del tutto involontariamente, si schiera proprio con gli integralisti dell’ambientalismo domenicale. Quelli che, per l’appunto, sono contrari all’eolico perché disturba gli uccellini o allontanerebbe turisti e bagnanti dalle spiagge. Le pale in mare, semmai a un chilometro dalla costa, turberebbero il relax e il belvedere. Per non parlare del fotovoltaico sui tetti. Che bruttura, che orrore! Le antenne televisive e i ripetitori dei cellulari, quelli si, sono un piacere per la vista.

E comunque, per ironia delle coincidenze, proprio oggi EUobserver.com parla di eolico e cita le statistiche della European Wind Energy Association. Che piaccia o non al prof. Battaglia, l’energia prodotta dal vento garantirà il 20 per cento dei consumi elettrici europei entro il 2020.

 

Il parco eolico di Middelgrunen davanti a Copenhagen

 

In Danimarca – paese leader anche in questo campo – l’energia eolica nel 2011 le turbine eoliche disseminate anche davanti al lungomare di Copenhagen,  assicurano il 24 per cento della produzione interna di elettricità. E’ la cifra più alta in Europa.

Gli investimenti sono  in aumento. L’anno scorso circa 12.600.000.000 di euro  sono stati impegnati in centrali eoliche europee. Nel 2010 la cifra era meno di dieci miliardi.

Proprio ieri il commissario europeo per l’Energia Gunther Oettinger ha detto che la fattura petrolifera in Europa è aumentata di  100 miliardi di euro nel 2010-11.

La Commissione Europea vuole che l’industria investa in turbine eoliche off-shore e sostiene  la ricerca di nuove tecnologie per rendere i generatori eolici ancora più efficienti.

Gentile prof. Battaglia, è mai possibile che a Copenhagen e a Bruxelles siano tutti amici di “Di Pietro e delle sirene Verdi”?

E’ vero, comunque, Esimio Scienziato. Se avessimo i tetti di case, scuole, fabbriche, uffici disseminati di micro turbine eoliche e pannelli che catturano l’energia dalla luce, potremmo scaldarci col vento e con il fotovoltaico.


Twitter: @pinobruno

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    Da tecnico, e non da politico, sto valutando le diverse tecnologie che consentono produzione di energia a basso costo, così come alcune tecnologie per il risparmio energetico a prescindere da dove provenga la fornitura.
    In pillole, trovo geniale la produzione di biogas. Ho visitato uno dei pochi (troppo pochi) impianti vicini a Roma ed ho compreso come possa divenare una vera soluzione per produrre energia dagli scarti biologici, utilizzando me##a disponibile in abbondanza negli allevamenti bovini, avanzi di produzioni a base di frutta e verdura e persino dai frantoi che, di per se, produrrebbero degli scarti tossici. L’impianto che ho visto occupa le dimensioni di un box per due automobili, lavora 24/24 ore, è silenzioso (oddio, fuori dal box!) e produce gas di scarico inerti, nessun tipo di tossine o sostanze nocive, oltre a concime solido e liquido.
    Nello stesso complesso agricolo si trovano pannelli fotovoltaici a dismisura. Tutti i capannoni dove si trova il bestiame sono coperti da celle.
    Il rendimento è pari al costo!
    Nessun beneficio misurabile se non nell’arco di decenni, dove prevale la certezza e non il dubbio che tali pannelli non sopravviveranno indenni, essendo soggetti a cali di rendimento e tutti i problemi di tecnologie ancora governate dal valore di mercato.
    In pratica, se l’utente non beneficiasse di sostanziosi finanziamenti pubblici, ci andrebbe a rimettere, per poi pareggiare i conti, forse, fra vent’anni.
    Lascio a voi scoprire come il flusso di denaro dallo Stato vada a finanziare progetti fuffa (si, fa rima con truffa) che poi tornano alle multinazionali.
    Volete un suggerimento?
    E’ il principio delle banche. Il cittadino o l’impresa paga, lo Stato ti rimborsa nell’arco di decenni.
    Non era più facile chiederci un prestito?
    No, perchè chi avrebbe prestato soldi a Stato e multinazionali?

    Concludo con il fatto che eolico, ed oggi anche il mini-eolico adatto a campi privati e tetti di edifici è una cosa intelligente, il rendimento è decente in rapporto a prezzi popolari e la tecnologia corre … più del vento.

    Altre soluzioni, non producono ma consentono risparmi fino al 45% dell’energia consumata per illuminazione pubblica e privata, pensate a quante lampadine dovete spegnere per compensare strade ed autostrade accese a pieno regime anche quando non vi sono veicoli.
    Si chiama “lampione intelligente” ed è italiano.
    Peccato che sia più adottato e compreso all’estero che non in Italia, ma chissà, forse anche questa sarà una bella battaglia, speriamo dove tutti saranno vincitori, una volta tanto.

    Saluti ai lettori ed al best blogger, Pino. Ciao!

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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