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Le bugie in rete avranno le gambe sempre più corte

La rete è piena di notizie false diffuse per vari scopi, come sa bene il detective antibufala  Paolo Attivissimo. Risalire a chi le ha messe in giro è molto difficile. Lavoro lungo e artigianale, perché la disinformatjia è un’arte e una professione, un vecchio trucco che funzionava sempre ai maestri del vecchio KGB e molto meno agli epigoni americani (dalla Baia dei Porci fino alle armi segrete di Saddam). C’è chi ha imbastito guerre, sulle notizie verosimili, e chi ha scritto libri illuminanti, sulle bugie di guerra. C’è dunque da sperare che l’algoritmo matematico creato dai ricercatori Pedro C. Pinto, Patrick Thiran e  Martin Vetterli, dell’Ecole Polytechnique Federale di Losanna, funzioni al meglio. E’ un sistema antibufale, capace di identificare la fonte di tutte le informazioni che circolano in una rete. L’esito della ricerca è stato pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review Letters.

 

”Il nostro sistema – dice Pedro C. Pinto – è in grado di rintracciare la fonte di tutto quello che circola in un network monitorando alcuni utenti della rete”. Il ricercatore fa l’esempio di una cattiveria diffusa su Facebook per danneggiare la reputazione di un utente, che raggiunge centinaia di altri utenti. Come individuare il responsabile? “L’algoritmo permette di risalire all’origine analizzando i messaggi ricevuti da una quindicina di ‘amici’”.

Ovviamente il sistema può essere usato per cose molto più serie e infatti è stato testato per ricostruire tempi e luoghi di diffusione di una epidemia di colera in Africa e per identificare uno degli organizzatori degli attentati dell’11 settembre 2001 a New York. Come? In quest’ultimo caso grazie all’analisi delle conversazioni tra i terroristi, le cui intercettazioni sono state pubblicate dagli organi di informazione di tutto il mondo.

Insomma, se la ricerca scientifica manterrà le promesse e non si rivelerà essa stessa una bufala, per corvi e disinformatori si annunciano tempi difficili.

 

Fonti: Le Nouvel Observateur, Le Monde, AFP.

 


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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