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Google News: dopo cinque clic la notizia si paga

L’ascia di guerra sta per essere sotterrata. Cinque clic gratuiti, quelli successivi a pagamento. Google News apre a Murdoch e agli altri editori che osteggiano l’aggregatore di notizie più frequentato del mondo. Tregua armata, ancora, ma ci sono tutti i presupposti per un compromesso che salvi l’onore (e, soprattutto, il business) dei contendenti. L’affaire non è da prendere sottogamba.

C’è in ballo – secondo alcuni – la sopravvivenza stessa dell’editoria tradizionale. Se la controproposta di Google sarà accettata, non ci saranno più alibi per gli editori. Si vedrà se gli utenti saranno disposti a pagare (e quanto) per leggere articoli scritti dai cosiddetti professionisti dei media mainstream piuttosto che dai cosiddetti dilettanti e blogger. Si vedrà dove e se c’è qualità, indipendenza, schiena dritta e copia & incolla.

Google News

E poi, come osserva Anna Masera sulla Stampa, quali modalità saranno adottate per pagare le news: “…Chissà se un giorno sarà escogitato un sistema di micropagamenti universale standard che permetterà a chiunque di comporre il proprio giornale ideale, tutti i giorni, pagando – chissà – anche solo 1 centesimo per ogni news scelta: alla fine  la sensazione sarebbe di di aver speso bene quell’euro al giorno, perchè ogni articolo sarebbe stato scelto per informarsi e approfondire. Sarebbe davvero letto, magari commentato, e probabilmente condiviso”.   

Entriamo nel dettaglio della controproposta di Google News. Google ha fatto sapere che si adeguerà al cosiddetto sistema First Click Free, ossia consentirà ai lettori di leggere gratuitamente cinque articoli di una determinata azienda, costringendoli però poi a pagare per le successive notizie.

L’azienda californiana ha reso noto che l’aggiornamento consentirà agli editori di concentrarsi su potenziali iscritti che accedevano ai loro contenuti in maniera regolare.

Josh Cohen, manager di Google, ha commentato: “Nel momento in cui i giornali stanno considerando la possibilità di far pagare l’accesso ai loro contenuti, alcuni editori si sono chiesti se avrebbero dovuto creare dei paywalls o avrebbero potuto conservare i propri articoli su Google News e Google Search”.

“In effetti possono fare entrambe le cose – ha proseguito Cohen – perchè l’una non esclude l’altra”.

La gerarchia degli articoli su Google News, comunque, rimarrà invariata, sia che questi siano gratuiti o a pagamento.

“Il contenuto a pagamento potrebbe non avere lo stesso successo delle opzioni gratuite, ma (la gerarchia) non dipende da questo. E’ basata semplicemente sulla popolarità di un contenuto per gli utenti e su quanti siti fanno riferimento a questo contenuto”, ha fatto sapere Google.

 Restiamo in attesa della risposta di Murdoch & C.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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