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Privacy: Tony Scott aveva visto tutto

Tony Scott aveva già visto (e detto) tutto. Nel 1998 la rete era ancora bambina, i social network non esistevano, i sistemi informatici non avevano ancora soppiantato l’elettronica, lo Utah Data Center della NSA non era stato ancora progettato, non avevamo ancora venduto la nostra privacy alle multinazionali digitali, eppure…Eppure il grande Tony ci ha regalato Enemy of the State (in Italia Nemico Pubblico), film da Oscar che mai avrebbe potuto ottenere una statuetta da quei bacchettoni che le assegnano. Più che un film Enemy of the State è un saggio, un piccolo trattato. Per molti anni ho introdotto i miei interventi a conferenze e dibattiti sul mondo digitale con la proiezione di brani della pellicola. Per raccontare come funziona il tracking, sottolineare la fragilità dell’identità digitale e i limiti della vita al tempo di internet, suggerire le possibili vie di difesa e fuga.

 

Tutto quello che è successo dopo Enemy of the State è un déjà vu. Dal 1998 a oggi la tecnologia è diventata sempre più pervasiva. L’anno prossimo, quando funzionerà a pieno regime, lo Utah Data Center della NSA potrà intercettare, decifrare, analizzare e memorizzare vaste aree della comunicazione mondiale. Satelliti, cavi sotterranei e sottomarini, reti senza fili, reti cablate, reti domestiche. Cioè mail, telefonate, attività su Internet, comprese le ricerche su Google, pagamenti digitali. Ci spieranno persino tramite gli elettrodomestici: presto in commercio ci saranno soltanto lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie e robot da cucina collegati in rete. Sarà un gioco da ragazzi manipolarli per ricavarne informazioni sulla nostra vita casalinga.

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Il centro gestirà informazioni finanziarie, transazioni di borsa, affari, segreti militari e diplomatici, documenti legali. La NSA avrebbe fatto enormi passi avanti nella capacità di decrittazione e sarebbe in grado di penetrare anche i sistemi di cifratura più complessi.  L’agenzia vuole spiare anche il deep web, cioè quei settori della rete invisibili agli utenti “normali”. La NSA avrebbe piazzato i suoi rilevatori negli snodi strategici di tutti i sistemi di telecomunicazione, facendo largo uso di software molto potenti  per il Deep Packet Inspection, l’analisi capillare di tutto il traffico Internet.

Nel film di Tony Scott l’avvocato Robert Clayton Dean (interpretato da Will Smith) ha vissuto solo un assaggio di ciò che potrà capitare a noi. Ci tocca studiare, imparare da Edward Lyle alias Gene Hackman, l’ex agente della NSA che in Enemy of the State prova a tener testa ai cattivi del tracciamento globale.

Grazie Tony Scott, che con Nemico Pubblico hai aperto gli occhi e, dopo dodici anni, ti sei ampiamente riscattato da Top Gun.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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