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Carta di Identità Elettronica: avanti adagio e in ordine sparso

L’Italia è una Repubblica fondata sulla sperimentazione. Ricordate la Carta di Identità Elettronica? E dal 2001 che si parla della sua diffusione massiccia. Già sette anni fa il rettangolino di plastica simil-bancomat avrebbe dovuto sostituire l’obsoleto lenzuolo di cartoncino, semmai scritto a mano. Tutti i governi che da allora si sono succeduti, l’hanno usata come fiore all’occhiello nei proclami sulla cittadinanza digitale. Ancora oggi la Carta di Identità Elettronica è un oscuro oggetto del desiderio. In alcuni comuni (pochi) si rilascia, in altri (la maggioranza) non si sa neanche cosa sia. La CIE dovrebbe contenere informazioni classiche sull’identità, codice fiscale e altri dati sensibili, protetti da chiavi crittografiche: gruppo sanguigno, scelte sanitarie, chiave biometrica per l’identificazione, certificato elettorale. Insomma, un solo documento per interagire con la Pubblica Amministrazione. Non sono troppi, sette anni, per una sperimentazione? Leggo oggi che il Comune di Ravenna " ha avviato la seconda fase sperimentale di rilascio della Carta d’identità elettronica". Un giorno andremo su Marte, ma con la carta di identità di cartoncino.


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da Pino Bruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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