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Divario digitale. Non è mai troppo tardi

In tivù non c’è più il maestro Alberto Manzi e non si intravedono epigoni. Nell’elettrodomestico impazza Maria De Filippi e si insegna a dimenare il didietro, piuttosto che a destreggiarsi con tastiera e mouse. Nella scuola primaria ed elementare non si viene educati all’uso corretto di Internet, come vorrebbe l’Europa, con le conseguenze che tutti conosciamo e subiamo. L’alfabetizzazione digitale è consegnata alle iniziative – lodevoli ma isolate – dei privati.

Fortunati dunque gli ultrasessantenni romani che parteciperanno a TeleMouse, il progetto di alfabetizzazione digitale alle nuove tecnologie della comunicazione promosso dalla Fondazione Mondo Digitale presieduta da Tullio De Mauro, dal centro anziani Castro Pretorio e da Telecom Italia.

Il mitico maestro Alberto Manzi

Il mitico maestro Alberto Manzi

Obiettivo: avvicinare gli anziani alle nuove tecnologie digitali grazie alla guida di insegnanti e di giovani studenti romani, il cui impegno viene ricompensato con crediti scolastici. Come faceva in tivù Alberto Manzi negli anni sessanta, per insegnare a leggere e a scrivere agli adulti italiani analfabeti tout court

E se i nipoti nativi digitali dessero lezioni di alfabetizzazione a genitori, zii e nonni migranti? Volontariato per contribuire a colmare il divario, perché non tutti gli ultrasessantenni italiani sono fortunati come quelli che vivono a Castro Pretorio e le amministrazioni pubbliche, si sa, pensano ad altro. Il materiale didattico lo mette a disposizione la Fondazione Mondo Digitale.

 In fondo non è mai troppo tardi.

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  • Maria Rosaria Chirul

    Quello che scrivi è sacrosanto. A Martina Franca, presso l'Istituto Professionale di Stato "A.Motolese" da circa tre anni, grazie ai PON, si stanno portando avanti azioni di alfabetizzazione informatica ad ampio raggio: "Cominciamo con un click" è il titolo del progetto rivolto a studenti, donne in cerca di occupazione, lavoratori, cittadini comuni. Gli esiti e le ricadute sono sempre positivi. Pur non sentendomi un'adepta al cento per cento del mondo digitale, non nego di avvertirne il fascino, nel senso etimologico del termine. Pertanto ritengo che, proprio per questo, sia indispensabile l'opera di alfabetizzazione. Non penso che il divario tra "alfabetizzati" e "non alfabetizzati" possa sparire del tutto (le tecnologie hanno un'evoluzione così rapida, che saranno sempre "pochi" gli eletti in grado di "dominarle") …E poi non è sempre stato questo il dualismo della storia dell'umanità?

  • Gianluca

    É giusto dare colpa alla televisione che da troppo spazio ai programmi spazzatura della de filippi come "uomini e donne" o "c'è posta per te", l'unico programma che ha un minimo d'intelligenza, però anche questo ogni tanto scade nel mondo della trash tv in alcuni momenti, è amici, che è l'unico tra i programmi della de filippi che può dare spazio a lavori più interessanti e sopratutto utili rispetto a quello del tronista. Lì per esempio le capacità informatiche non servono ad una beata minc**a XD. A parte questo, sono d'accordo con l'afabetizzazione digitale delle persone oltre i 50 o i 60 anni, ma penso che la parte principale a cui insegnare a come utilizzare il computer sia la fascia d'età dai 0 ai 45 anni massimo. Questo lo dico perchè adesso le persone che lavorano in ufficio e non di quell'età vengono per forza, senza volerlo o meno, a contatto con apparecchi digitali. Anche un muratore deve avere un minimo di conoscenza informatica perchè per cercare i prodotti per la muraria o attrezzi migliori, adesso si ha la possibilità di usare internet, o anche un camionista, se ha un cellulare con il GPS deve saperlo utilizzare per avere più facilità nei suoi lunghi viaggi. Come dice lei signor Bruno l'italia non è che manca di capacità o mezzi, ma manca di mentalià. E meno male che siamo uno stato membro europeo, ma rispetto agli altri stati membri, il nostro livello digitale fa troppo pena, e lì mi saltano i nervi quando ci penso.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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