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WEBINOS single service for every device: il mondo digitale alla ricerca di una lingua comune

E se domanie sottolineo se, canterebbe Mina – all’improvviso il mondo digitale parlasse la stessa lingua? Adottasse cioè una piattaforma open source, aperta e duttile, per far funzionare software e applicazioni su ogni tipo di sistema operativo? Facciamo l’esempio della telefonia mobile. Gli sviluppatori sono costretti ad adattare la stessa applicazione alla miriade di sistemi operativi che fanno funzionare telefoni e smartphone. iOS per il mondo Apple, Symbian per quello Nokia, Android per i device targati Google, Windows per i prodotti che hanno scelto Microsoft, RIM BlackBerry OS per i BB. Una Babele insopportabile, anche per i consumatori.

Anche i lettori di eBook parlano lingue diverse...

Mettiamo il caso, per cantarla di nuovo con Mina, che nella stessa famiglia (o azienda) ci siano Nokia, iPhone, Android, BlackBerry e Windows based e che ci siano programmi/applicazioni di interesse comune. Ebbene, si dovrebbe acquistare più volte lo stesso software, per farli girare. Pazzesco ma vero. La Commissione Europea, si sa, ha già vinto un’importante battaglia che riguarda i caricabatteria.  Ha imposto ai produttori che, da gennaio 2011, qualsiasi cellulare immesso sul mercato abbia una presa di ingresso universale basata sulla tecnologia micro USB che consentirà di collegare, tramite cavetto USB, un qualsiasi carica batteria a qualsiasi cellulare di nuova generazione.

Adesso l’Europa prova a fare la stessa cosa – ma siamo soltanto agli inizi – con Il progetto WEBINOSSecure webOS application environment – finanziato con dieci milioni di euro ( ma i costi stimati sono 14 milioni).

“Di cosa si tratta? Il concetto su cui si basa WEBINOS – scrive Valerio Porcu su Tom’s Hardware –  è noto e molto semplice: write once, run Anywhere (scrivi una volta, esegui ovunque). Si tratta di un approccio allo sviluppo di applicazioni che prescinde dal sistema operativo, e inevitabile rimanda alle applicazioni web, che si eseguono nel browser. L’idea nasce da un problema che richiede soluzione immediata. La frammentazione di sistemi operativi e standard sta diventando un costo rilevante per le aziende. Le applicazioni Web possono essere la risposta, ma anche una nuova fonte di business. Per questo grandi aziende in tutta Europa, come Deutsche Telekom, Telecom Italia, Sony Ericsson o Samsung sostengono il progetto WEBINOS”.

Il motto di WEBINOS è single service for every device. Ai designer di software saranno messe a disposizione  tecnologie standardizzate e interoperabili “per far diventare realtà le applicazioni e i servizi web che possono essere usati e scambiati a tutti i livelli. I limiti attuali derivano dalle specifiche hardware e dai sistemi operativi; le persone usano sistemi diversi per ottenere risultati simili. Lo strumento open source WEBINOS cambierà tutto. Gli utenti saranno in grado di “condividere foto sui loro telefoni cellulari, televisioni (TV) e personal computer (PC) usando la stessa applicazione per le foto in tutte le piattaforme. Miriamo a permettere l’uso di applicazioni web in modo costante e sicuro su tutti gli schermi abilitati a internet, tra cui i telefoni cellulari, i PC, le TV e le unità di intrattenimento in-car.”

Poveri sviluppatori!

Importante punto di riferimento è il World Wide Web Consortium (W3C) con sede in Francia, ente per gli standard internet mondiali che sviluppa protocolli e linee guida a garanzia di crescita a lungo termine per il web.

Partecipano al progetto WEBINOS anche la spagnola Telefonica e – per l’Italia – oltre a Telecom, l’Istituto Superiore Mario Boella, il Politecnico di Torino e l’Università di Catania.

WEBINOS, ovvero, l’Europa che ci piace.


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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