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eBook: la quadratura del cerchio

La notizia meriterebbe più del trafiletto in cui è stata relegata, peraltro soltanto da Repubblica (sabato 14 maggio, pagina 43), perché sembra che gli altri giornali l’abbiano ignorata. Dice il direttore generale di Mondadori, Riccardo Cavallero, che è allo studio “il modo di vendere contemporaneamente il libro cartaceo e la versione elettronica”. Il progetto su cui sta lavorando la casa editrice (leggo su Repubblica) è una sorta di e-libro che consente l’abbinamento di cartaceo e digitale: chi acquista il primo potrà avere un codice per scaricare il secondo. “Senza privilegiare uno piuttosto che l’altro”, ha aggiunto Cavallero.

 

Insomma, la quadratura del cerchio, in questa incerta fase di passaggio. Idea/studio/progetto che rimette al centro il contenuto rispetto al contenitore.

Era ora, così come sarebbe ora che gli editori di quotidiani e magazine la smettessero di porre arcaici paletti ai lettori/abbonati. Chi si abbona all’edizione di carta avrebbe diritto a un codice per scaricare l’edizione digitale da leggere su desktop, tablet e smartphone (Cavallero docet).

 


Twitter: @pinobruno

  • Ottimo direi! 😉

  • FabioB

    Dice il direttore generale di Mondadori, Riccardo Cavallero, che è allo studio “il modo di vendere contemporaneamente il libro cartaceo e la versione elettronica”.

    Della serie: loro e l'internet marketing abitano su due pianeti diversi.

    Mi scusi se mi permetto di fare dell'ironia, ma per quel poco che ho seguito la vicenda della stampa italiana (ma anche quella estera) e il tentativo di "sfondare su internet" stanno dimostrando palesemente di non comprendere le filosofie della rete e di chi la utilizza.

    A mio modestissimo parere il primo errore che commettono è quello di voler offrire pari pari gli stessi contenuti della versione cartacea nella versione su internet (mi corregga se non è così), Una bella idea sarebbe quella di pubblicare si lo stesso articolo anche sulla versione digitale, ma magari arricchirlo di link esterni per documentarsi su specifici argomenti e sicuramente includere video sull'argomento, magari girati ad hoc. Questo potrebbe portare il lettore a preferire la versione internet di una rivista rispetto alla cartacea o ad integrare l'acquisto in edicola con l'acquisto della versione web. Si lo so che dovrebbero assumere più personale per girare i video, e magari i giornalisti dovrebbero affiancare la classica fotocamera con una videocamera, e forse le redazioni dovrebbero avere specifici reparti che si occupano di "ampliare" le notizie con link e documentazioni di altri siti, anche esteri.

    Ma se nessuno investe in nuove idee, io personalmente non vedo un futuro nell'idea di portare " pari pari" il giornale su una pagina internet.

    Dico questo anche perchè c'è un fattore altamente discriminante in questa questione: chi sa usare (e intendo "usare per bene") un computer, ha da tempo abbandonato la carta stampata e preferisce leggere le stesse notizie che oramai si trovano lo stesso sulla rete,a volte anche prima della carta stampata e a volte anche più ricche di dettagli.

    E' chiaro che chi usa un computer e non sa cosa vuol dire la parola "browser" (come hanno fatto fatto vedere in una intervista per strada a normali cittadini, qualche giorno fa su un TG nazionale) e non sa nemmeno come salvare un "preferito" di un sito interessante per poi tornare a visitarlo, è chiaro dicevo, che questo tipo di lettore (ancora troppo diffuso nel nostro paese) preferisce ancora la carta stampata e dell'ebook non sa che farsene.

    Qui non voglio incolpare nessuno di ignoranza tecnologica, sappiamo benissimo che per come sono messe le cose tantissime zone del bel paese sono tagliate fuori dalla rete per mancanza di collegamenti dati (questi sono i risultati di tutti i soldi che non sono stati investiti in servizi e infrastrutture) e sappiamo benissimo anche che da noi le nuove tecnologie arrivano da ultimo e per forza (il bluetooth sui cellulari da noi è arrivato 3 anni dopo che negli USA, tanto per fare un esempio)

    Ad ogni modo gli editori dovrebbero meditare sul fatto che per loro sicuramente una pubblicazione on line ha meno costi della produzione e distribuzione della carta stampata (senza contare il disboscamento).
    Forti di questi risparmi, dovrebbero con una piccola dose di lungimiranza investire in reparti internet e attrezzature per offrire pubblicazioni on line arricchite di elementi multimediali e contenuti di approfondimento.

    Non vedo chi (fra gli utilizzatori della rete) potrebbe preferire la versione web di un articolo con video e link alla versione su carta. E sicuramente non preferibbero la versione sintetica e buttata lì da portali di notizie mordi e fuggi come accade nelle home page personalizzate di Google, Yahoo, Virgilio e simili.

    Perfettamente inutili quindi le guerre mediatiche (e giuridiche) fatte dagli editori ai giganti della rete, chi vuole dei risultati sul web deve offrire un SERVIZIO PIU' RICCO, non c'è nessun altra alternativa.

    • pinobruno

      Bravo Fabio, ottimi spunti per il dibattito in corso…

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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