Il Blog sta subendo alcuni interventi di manutenzione e aggiornamento, pertanto nei prossimi giorni si potrebbero riscontrare rallentamenti o malfunzionamenti.Ci scusiamo per il disagio.

L’Ammazza Blog fa male anche a te

In rete, in piazza e in Parlamento si moltiplicano le iniziative per evitare che il cosiddetto comma Ammazza Blog, inglobato nel disegno di legge sulle intercettazioni, possa ammazzare anche il web italiano. Segnalo quelle di Agorà Digitale (Sette emendamenti per salvare il web) e Valigia Blu (Cosa non va in questa norma), che mi hanno convinto.

 

Agorà Digitale ha avviato una raccolta di firme di cittadini da inviare a tutti i parlamentari. Tra l’altro – scrive il segretario dell’associazione, Luca Nicotra – “26 parlamentari (qui i nomi) di PD (8), Radicali (6), UDC (5), PDL (3), IDV (2) e Gruppo Misto (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emendamenti (leggili qui) che in vario modo cercano di limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate registrate la validità del comma incriminato”. Si deve dunque chiedere a ogni singolo parlamentare di “apporre la firma su tutti o solo su alcuni di questi emendamenti, se li ritiene condivisibili”.

I dettagli per l’adesione sono su questa pagina:

http://www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog

 

Valigia Blu, invece, ha affidato a Bruno Saetta il compito di entrare nel dettaglio del comma Ammazza Blog, con una serie di domande e risposte che colmano ogni lacuna sullo scellerato provvedimento. Eccole qui:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

 

Cosa è la rettifica? 

La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 

La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 

La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 

E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?

La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?

Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Qui l’articolo completo.

 

L’illustrazione di Gianfalco è sul sito di Agorà Digitale.

 

 

 


Twitter: @pinobruno

  • in un caso come questo… http://punto-informatico.it/3289846/PI/News/sigilli-online-sui-verbali-riina.aspx la responsabilità di chi sarebbe? del giornalista che ha fatto il suo dovere ottenendo non si sa come i verbali oppure di chi glieli ha forniti, dall’interno ?

  • Vedo che siamo in molti ad aver postato sull’argomento. Non dobbiamo abbassare la guardia. Ciao.

    Ti ho messo nell’elenco di quelli che hanno postato sull’argomento.

  • La norma ammazzablog è un’arma di intimidazione e ricatto messa in mano ai prepotenti. La confusione tra giornalismo professionale e “libera comunicazione di cittadinanza” è perfida: apparentemente eleva per decreto tutta la Rete al rango di una testata, di fatto la imbavaglia. Se passa, si potrebbe affermare che ogni sito, assoggettato a una regola che spetta solo ai giornali, è immediatamente legittimato a chiedere provvidenze economiche come certe testate fantasma: se ho gli stessi doveri, datemi gli stessi diritti. Ma questo è un paradosso nel paradosso. Facciamo che non passi. Nell’articolo su Valigia Blu – grazie per la segnalazione – tanti aspetti vengono approfonditi, segnalo l’inquadramento dell’ammazzablog nella strategia antiprocure.

  • se consideriamo che tutto questo è avvenuto solo perché qualche giornalista (bravo) ha corrotto qualche funzionario della pubblica amministrazione (dipartimento giustizia) e ha ottenuto in anteprima trascrizioni o persino file audio ancora da trascrivere… pubblicando non sui blog, ma sui giornali (il vero male dei mass media odierni)…

    • Ma che dici! Il vero male dei mass media odierni? Se non ci fossero stati i mass media “odierni” non avremmo saputo neanche com’è finita la guerra di Troia (per non parlare di Ustica, Piazza Fontana, eccetera)

      • non voglio innescare una polemica. ritengo la stampa attuale becera, corrotta e dedita esclusivamente al pettegolezzo. i casi che citi tu non possono essere paragonati ai fatti odierni dalle quali scaturisce la proposta di legge sulle intercettazioni. Ripeto, se non ci fossero giornalisti “abili” nell’ottenere informazioni riservate, spesso coperte da segreto istruttorio, non saremmo giunti a questo. Poi, ovvio, probabilmente vuoi difendere la categoria, ma per me la maggior parte di questi signori rimangono solo iene dattilografe, non “giornalisti” come coloro che hanno firmato pezzi su ustica, piazza fontana o storici come quelli che ci hanno raccontato della guerra di troia.

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

Alcune delle mie Pubblicazioni
Stay in Touch

Sono presente anche sui seguenti social networks :

Calendario
settembre: 2011
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930