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Passaporto biometrico e carta di identità: uno strano approccio alla sicurezza

Il nuovo passaporto biometrico è realtà anche in Italia. Il nostro paese si è adeguato al Regolamento europeo 2252/2004 che prevede l’obbligo di inserire nel documento le impronte del dito indice delle due mani. Hanno fatto da apripista Grosseto e Potenza,  a Milano il rilascio è cominciato ieri, le altre città seguiranno a breve.

passaporto biometrico con impronte digitali

“Il passaporto – dice la Polizia di Stato – non cambia il suo aspetto esteriore: le informazioni biometriche sono contenute, in modalità protetta, in un microchip che non si vede. Le impronte inoltre vengono raccolte nel pieno rispetto delle norme sulla privacy e, appena verificato il corretto funzionamento del passaporto, dopo il rilascio, verranno cancellate dagli archivi centrali e della questura”.

passaporto biometrico con impronte digitali

La vera novità sono le impronte digitali. L’obiettivo – si legge nel Regolamento europeo – è chiaro: “L’armonizzazione delle caratteristiche di sicurezza e l’inserimento di identificatori biometrici costituiscono una tappa importante verso l’utilizzo di nuovi elementi, in prospettiva di futuri sviluppi a livello europeo, atti a rendere più sicuro il documento di viaggio e a creare un collegamento più affidabile tra il titolare e il passaporto e il documento di viaggio, in quanto contribuiscono in maniera significativa alla protezione contro l’uso fraudolento”.

verifica delle impronte digitali

La parola d’ordine, dunque, è la sicurezza. Il documento personale deve garantire in modo inequivocabile l’identità del titolare. Già, ma all’estero – in tutta l’area Schengen – si può andare anche senza passaporto, con la Carta di identità.

Qui casca l’asino, perché non c’è documento più falsificabile della nostra vecchia Carta di identità di cartoncino, che alcuni municipi compilano ancora a mano (!). Tra l’altro la cronaca è ricca di notizie su furti di carte di identità in bianco, di delinquenti e truffatori che falsificano il cartoncino per commettere reati. 200 carte di identità in bianco sono state rubate pochi giorni fa nella sede comunale di Raccabascerana e, comunque, di furti di carte di identità ancora vergini sono ricchi gli archivi dei giornali.

Un dato statistico non c’è o – se c’è – è ben custodito nelle banche dati del Ministero dell’Interno. In Italia, si sa, è molto difficile se non impossibile, anche per i giornalisti, accedere agli atti pubblici. Cosa se ne fanno i delinquenti, delle carte di identità in bianco? Ovviamente le falsificano per violare la legge. E se al mercato delle carte di identità vergini fossero interessate anche organizzazioni terroristiche?

Come difendersi? Incrementando il potenziale di sicurezza dei documenti di identità. Il passaporto biometrico non basta, se poi per andare all’estero basta il cartoncino – carta di identità.

La Carta di Identità Elettronica è il simbolo dell'e-Government all'italiana

Già, c’era una volta la Carta di Identità Elettronica, ma è stata dismessa, di fatto. E poi il Permesso di Soggiorno elettronico con la banda ottica, ma la banda ottica è stata eliminata.

Permesso di soggiorno digitale

Un approccio alla sicurezza davvero singolare, se non sconcertante.


Twitter: @pinobruno

  • fabio

    nei passaporti biometrici si mette se una persona e' celibe o coniugata?

    • http://www.pinobruno.it Pino Bruno

      @fabio: no, lo stato civile non è più indicato sui documenti di identità

  • Pingback: Delle impronte digitali()

  • Twelve Monkey's

    Piovono interrogazioni BIPARTISAN!!! Se dopo il PD anche la Lega attacca Tremonti, c'è proprio qualcosa che non va!

    dopo l'ATTO CAMERA
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02776

    Primo firmatario: GRAZIANO STEFANO
    Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
    Data firma: 20/04/2010

    riportata integralmente nel post: http://www.pinobruno.it/?p=6865&cpage=1#comment-1

    oltre alle recentissime interrogazioni degli onorevoli Nucara e Fallica …

    LA PIU' RECENTE, del 1° LUGLIO:

    ATTO CAMERA
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07830
    Dati di presentazione dell'atto
    Legislatura: 16
    Seduta di annuncio: 346 del 01/07/2010
    Firmatari
    Primo firmatario: POLLEDRI MASSIMO
    Gruppo: LEGA NORD PADANIA
    Data firma: 01/07/2010
    Destinatari
    Ministero destinatario:
    • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 01/07/2010
    Stato iter:
    IN CORSO
    Atto Camera

    Interrogazione a risposta scritta 4-07830
    presentata da
    MASSIMO POLLEDRI
    giovedì 1 luglio 2010, seduta n.346

    POLLEDRI. –
    Al Ministro dell'economia e delle finanze.
    – Per sapere – premesso che:

    la questione della sicurezza alle frontiere e l'azione di contrasto all'immigrazione clandestina, oltre che alla criminalità organizzata è, come è noto, al centro dell'azione del programma e dell'azione di questo Governo;

    gli strumenti di maggiore impatto in tale azione sono certamente i documenti di identificazione personale: il permesso di soggiorno elettronico e la carta di identità elettronica, che, per loro natura, devono essere dotati di alti livelli di sicurezza contro tentativi di falsificazione e contraffazione;

    per tale motivo, fin dalle fasi iniziali di sviluppo, sia il permesso di soggiorno elettronico che la Carta di identità elettronica sono stati dotati di tecnologia basata su banda a memoria ottica, giudicata dalle autorità italiane competenti – AIPA, CNIPA e CNR – come soluzione più sicura al mondo;

    non a caso, fin dal 1998, gli USA hanno scelto la banda a memoria ottica quale soluzione di base per la green card, distribuita a oltre 30 milioni di immigrati. L'amministrazione americana ha da poco tempo riconfermato la scelta iniziando la distribuzione, durante il mese di maggio 2010, della nuova green card con tecnologia ancora basata sulla banda a memoria ottica;

    in Italia questi documenti sono gestiti in regime di monopolio legale dall'Istituto poligrafico e zecca dello Stato spa, società a completa partecipazione statale, avendo quale unico azionista il Ministero dell'economia e delle finanze; dall'inizio del 2010 l'Istituto poligrafico ha distribuito circa settecentomila permessi di soggiorno elettronici con banda ottica;

    dal mese di maggio 2010 la banda a memoria ottica è sparita dal permesso di soggiorno elettronico, nonostante la legge n. 43 del 2005 riconosca proprio all'Istituto poligrafico un ruolo primario nella gestione dei documenti di sicurezza e nonostante il consistente budget di spesa dell'Istituto poligrafico per attività di consulenza, come accertato dall'ultima relazione della Corte dei Conti;

    ciò rappresenta di fatto un grave depotenziamento del documento più importante nella lotta all'immigrazione clandestina;

    in realtà, a più riprese, fin dal 2008, la Commissione europea ha sollecitato gli Stati membri ad utilizzare, per il rilascio del permesso di soggiorno, nuove tecniche di inserendo espressamente tra queste la tecnologia della banda a memoria ottica -:

    se tale decisione sia stata attentamente valutata dall'Istituto poligrafico, sotto il profilo della sicurezza tecnologica, e se le conseguenti decisioni non creeranno, viceversa, un alto rischio nella sicurezza nazionale;

    quali siano i motivi che hanno indotto l'Istituto poligrafico a definire soluzioni non conformi alle decisioni dei massimi esperti italiani in tema di sicurezza e di anticontraffazione;

    se sia stato valutato adeguatamente il rapporto costo/prestazioni offerto dalla banda a memoria ottica rispetto alle tecnologie residuali del permesso di soggiorno elettronico ora prodotto;

    quali iniziative intenda adottare per scongiurare il paventato rischio di un preoccupante aumento delle falsificazioni con il nuovo permesso di soggiorno elettronico. (4-07830)

  • tango aretino

    Ma se i passaporti italiani hanno i microchip cinesi che ci hanno venduto i tedeschi per prodotti CE.

    I nuovi pse hanno dei chip del paleolitico.

    Nessuno ha un lettore, polizia, banche, dogane.

    Ma poi, dopotutto la sicurezza non è come la guerra, costa tanto quindi è un grande business?

  • Carta Cantorum

    In Italia la sicurezza dei documenti non è ai primi posti tra gli interessi dei Minsteri competenti perchè non produce occupazione … pensate a tutti i potenziali disoccupati fra le forze dell'ordine perchè ci sono troppo pochi criminali, clandestini o terroristi in circolazione

    E se i Body Scanner diventassero inutili prima ancora di acquistarne diverse migliaia … che ce ne faremmo di tutti quei soldi avanzati, se solo i documenti biometrici ci fossero!

    E tutti quei poveri impiegati di banca che sarebbero a rischio mobilità se non vi fosse un gran da fare con le frodi ed i furti di identità, che, per fortuna, paghiamo tutti un po' tramite le assicurazioni e le tasse…

    E le frodi alla Sanità Pubblica ed al Fisco …

    Pensate che noia …!

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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