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Kodachrome è morta ma rivive Polaroid

Una morte eccellente e un’insperata rinascita hanno contrassegnato il mondo della fotografia non digitale nel 2010. Se ieri, 30 dicembre, è stato sviluppato in un laboratorio di Parsons, in Kansas, l’ultimo rollino di Kodachrome, di cui Kodak ha terminato la produzione dei materiali chimici che rendevano speciali queste pellicole, da quest’anno è stato possibile far funzionare di nuovo le macchine Polaroid.

Questo, grazie alla realizzazione da parte di The Impossible Project  di nuovi “caricatori” di pellicola, da poco distribuiti anche in Italia da Nital Spa, dopo che la multinazionale inglese aveva stoppato la produzione nel 2008. Nella storia della fotografia un piccolo capitolo potrà dunque essere dedicato al ritorno, nel 2010, della foto analogica istantanea polaroid; e alla scomparsa della Kodachrome, la pellicola che restituiva dettagli e colori così belli e saturi da non essere eguagliata in qualità dalla più sofisticata delle digitali.

Per ora si possono comprare quattro differenti film per macchine Polaroid SX 70, 600 e Image tra cui il pacco di “Silver Shade” e le prime “Colour Shade”, sperimentali. E’ materiale nuovo, lontano dall’essere perfetto come quello prodotto un tempo dalla casa madre. Possono esserci difetti e instabilità nel fissaggio dell’immagine ma l’azienda – che in collaborazione con la Ilford  ha rilevato e rimesso in moto uno stabilimento Polaroid in disuso in Olanda, impiegando 30 dipendenti – spera che il prodotto migliorerà sempre di più e che entro il 2011 arriverà a proporre un degno successore del mitico e popolare Colour Film 600.

Nel 2010 sono stati venduti 500mila pacchi della nuova pellicola e le previsioni sono per produrne due milioni nel 2011. Il prezzo: circa 20 euro per otto scatti con il Silver Shade, che dà una tonalità tra il bianco-nero e il seppia, variabile secondo luce e temperatura. Accettabili, col fascino della sorpresa del risultato finale dello scatto, i caricatori provati da TMNews.

Intanto quelli di The Impossible Project   hanno aperto due spettacolari spazi vendita, a New York e Tokyo, dove sono state presentate le prime due mostre di foto d’arte realizzate con le nuove pellicole. In Giappone hanno partecipato al progetto noti fotografi come Araki Nobuyoshi e Daido Moriyama.

Polaroid decise a luglio 2008 di fermare la produzione della pellicola, chiudendo gli ultimi impianti in Messico e Olanda. Gli appassionati si erano subito riversati su Internet alla ricerca degli ultimi stock di “caricatori” messi in vendita su Ebay a prezzi stellari, mentre c’era chi batteva negozietti di fotografia di paese alla ricerca delle rimanenze.

Nel frattempo il sito Polanoid  aveva iniziato a celebrare il mito della fotografia istantanea, creando un social network fra gli amatori, che possono iscriversi a patto di caricare almeno un’immagine Polaroid. La comunità web è arrivata a oltre 22mila membri. Due siti web, quello di The Impossible Project   e il social network, entrambi finanziati da venture capital  europei specializzati in imprese su Internet, hanno avuto successo nell’avviare il rilancio della foto istantanea su pellicola. Una storia contromano, in cui il digitale ha salvato l’analogico, che si spera possa avere un futuro. E chi dovesse conservare ancora rulli Kodachrome non sviluppati li conservi in frigo. Non si sa mai.

Polaroid 300

Mentre la stessa Polaroid, la casa originale, ha messo sul mercato una nuova macchina analogica, la 300, con relativa pellicola, che però fa foto molto piccole, la metà della dimensione della classica 600. Il primo passo di un ritorno in grande stile, sull’onda della moda del Vintage? Per la cronaca, direttore creativo è la pop star Lady Gaga.

(Fonte: TMNews)


Twitter: @pinobruno

Pubblicato da RG

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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