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Wikileaks: abbiamo inventato un nuovo tipo di giornalismo

Poco prima di costituirsi a Londra, Julian Assange ha rilasciato un’ampia intervista al quotidiano del suo paese di origine The Australian. Wikileaks ha agito “senza paura per l’interesse pubblico e non una singola persona è stata danneggiata dalle nostre rivelazioni”, ha detto Assange.

“Nel 1958 un giovane Rupert Murdoch scrisse: nella gara tra la segretezza e la verità sembra inevitabile che la verità vincerà sempre”. Wikileaks ha pubblicato “fatti che devono essere resi pubblici, abbiamo inventato un nuovo tipo di giornalismo, il giornalismo scientifico. Noi lavoriamo con altri media non solo per portare le notizie alla gente, ma anche per dimostrare che sono vere, le società democratiche hanno bisogno di un supporto forte e Wikileaks è parte di questi media”.

“La gente mi ha detto che sono contro la guerra. Per la cronaca: non lo sono”, ha assicurato Assange. “A volte le nazioni devono andare in guerra e ci sono guerre giuste, ma non c’è cosa più sbagliata per un governo che mentire al suo popolo sulle guerre”.

Assange ha ricordato che anche alcuni giornali hanno pubblicato i file segreti, in forma redatta, eppure solo il suo sito “ha subito gli attacchi feroci”: “Io sono stato accusato di tradimento anche se sono australiano, non americano”, ha rimarcato. “Guardian, Spiegel e New York Times sono vecchi e grandi, noi siamo giovani e piccoli, ecco perché’ il premier australiano e il segretario di Stato Usa non hanno speso una parola di critica nei loro confronti”.

“Nella sua sentenza storica sul caso Pentagon Papers, la Corte Suprema degli USA ha detto che solo una stampa libera può efficacemente denunciare gli  inganni  dei governi. La tempesta che turbina oggi intorno a WikiLeaks rafforza la necessità di difendere il diritto di tutti i media a rivelare la verità”.

In attesa di conoscere il destino di Assange (sarà estradato o no in Svezia?), gli hacker di Operation Payback hanno confermato di aver attaccato PayPal e PostFinance, i siti che hanno boicottato la raccolta di fondi per Wikileaks (e si sono accodati ad Amazon).


Twitter: @pinobruno

Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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