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Carta di Identità Elettronica: ci risiamo con gli annunci

Un po’ faciloni, giornali e giornalisti (pure il Corriere della Sera del 26 aprile, con un titolo a sei colonne!) quando annunciano l’arrivo della Carta di Identità Elettronica che integrerà anche patente di guida, passaporto, codice fiscale e tessera sanitaria. Le tragicomiche vicissitudini della CIE italiana, più volte documentate in questo blog,  consiglierebbero prudenza e meno enfasi. E’ dal 2001 che, chiunque sia al governo, si proclama la diffusione massiccia della Carta di Identità Elettronica.

Il titolone del Corriere della Sera. Forse sarebbe stato meglio scrivere "Annunciata la carta di identità tutto compreso".

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Soltanto una minoranza di italiani ha in tasca il rettangolino di plastica con il microchip. La maggior parte continua a esibire il modello cartonato, talvolta scritto a mano, mentre i comuni “sperimentano” e i governanti promettono.

Per questo, anche l’annuncio del ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli (documento unico che oltre alla carta d’identità elettronica riassumerà anche il codice fiscale, la tessera sanitaria, la patente e il passaporto), andrebbe preso con le pinze.

La maggior parte dei Comuni italiani rilascia ancora la vecchia Carta di identità

Tra l’altro, in questi anni, c’è stata anche una marcia indietro sulle protezioni digitali per rendere la Carta di Identità Elettronica sicura e a prova di falsificazioni. L’Italia ha snobbato la tecnologia adottata per la Green Card americana, il documento più blindato del mondo.

E’ indubbio che ci sia una sovrabbondanza di documenti di identità, tutti facili da contraffare. Costano un sacco di soldi e sono il simbolo della mancata integrazione delle banche dati delle pubbliche amministrazioni che li emettono.  E’ altrettanto indubbio che non c’è mai stato l’approccio giusto per superare diffidenze reciproche, resistenze burocratiche, clientele, superficialità tecnologica e farraginosità normativa.

Riuscirà Calderoli dove hanno fallito gli altri?

PS. Mi lascia perplessa la funzione Passaporto. Come la mettiamo con visti e timbri?


Twitter: @pinobruno

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  • http://identitaelettronica.wordpress.com/ Giovanni P.

    Ha proprio ragione, questo é l'ennesimo annuncio che ci fa sorridere un po', ma il solito retrogusto amaro non manca.

    Abbiamo compiuto 14 anni dal primo annuncio dell'on. Bassanini, e 10 anni di sperimentazione infinita.

    La carta di identità elettronica c'è, esiste, e 4 milioni di italiani ce l'hanno. Con impronte digitali e codice fiscale.

    Se proprio Calderoli non avesse semplificato l'estensione di validità con un timbro (e tutti i guai che ha così portato agli italiani) e Maroni non avesse forzatamente bloccato l'avvio della CIE stessa nei comuni che ne hanno fatto richiesta quest'anno, ormai sarebbe diffusa.

    Io direi che stanno facendo di tutto per non darcela.

    A parte le complessità tecniche e legislative per un ipotetico documento omnicomprensivo, a chi sa leggere tra le righe, tutto sembra tranne che un progetto facile.

    Tra conflitti di interessi e di competenze, semplificazioni alla rovescia e normative internazionali, questo è l'unico modo per non fare niente per i prossimi dieci anni.

    fonte: http://identitaelettronica.wordpress.com/

    Buon blog!

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Pino Bruno

Scrivo per passione e per dovere, sono direttore di Tom's Hardware Italy, ho fatto il giornalista all'Ansa e alla Rai e scrivo di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer

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